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Coronavirus. Dpcm 22 marzo 2020: il condominio e i servizi ancora attivi
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Il condominio di Alessandro Gallucci
23 marzo 2020 13:00
 
  L’hanno chiamato decreto “chiudi Italia”, perché nelle intenzioni dello sfavillante messaggio di sabato 21 marzo del Presidente Conte, il dpcm avrebbe messo un’ulteriore stretta alla possibilità di lavorare.
Così è stato?
Nì: una domenica di passione, voci incontrollate di chiusure di quasi tutto.
E poi?
Poi, invece, le attività autorizzate sono un’ottantina, rispetto alla classificazione Ateco che ne prevede molte di più. Certo è che non si può fermare tutto, questo è comprensibile. Cosa debba essere realmente fermato, però, è opinabile. È necessario farsi arrivare a casa in questi giorni un gioco per il pc o una cyclette? E tutte le attività di manutenzione degli edifici sono equiparabili?

Passiamo al condominio
Che cosa possiamo desumere dal dpcm 22 marzo 2020?
L’attività dell’ufficio dell’amministratore (attività ateco 68.32.00) è sospesa. Si badi: ciò vuol dire che l’ufficio resta chiuso, al pubblico, ma l’attività dell’amministratore (personale) può proseguire (da casa) e quella dei collaboratori e dipendenti… anche, ma da casa loro (lavoro agile). Sul punto è chiaro il d.p.c.m. art. 1 lett. A e C.
Possono proseguire nella erogazione del loro servizio le imprese di pulizia e disinfestazione, che eseguono spesso anche movimentazione dei bidoni condominiali (codice attività 81.20.), nonché i portieri (97.00.00).
Sicuramente non si può iniziare la manutenzione della facciata; andremmo più cauti per interventi di assoluta ed improcrastinabile urgenza, sempre che non possano essere chiamati i vigili del fuoco.
Installazione ascensori e dispositivi antiincendio, ad esempio, possono essere eseguiti, così come la manutenzione degli impianti elettrici ed il servizio di manutenzione ascensori (codice attività 43.2).

Ricordiamo, infine, che non sono sospesi i pagamenti di fatture e bollette. L’ARERA ha sospeso le procedure di distacco delle forniture luce, acqua e gas in itinere fino al 3 aprile (quelle iniziate dal 10 marzo): i condòmini dovranno versare all’amministratore, mediante bonifico, ovvero bollettino postale, e questi a sua volta corrispondere gli importi dovuti ai fornitori per i servizi prestati.

In condominio, quindi, possiamo dire che nella sostanza l’essenziale prosegue
Tutto ciò fino al 3 aprile, data rispetto alla quale va considerato in vigore il divieto di svolgere assemblee. Dopo si vedrà (difficile ipotizzare un ritorno immediato alla “vecchia vita”), ci vorrà tempo, molto tempo.
L’elenco è sempre aggiornabile (con aggiunte, che sicuramente ci saranno, o eliminazioni) con provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico.

Un’ultima considerazione, infine, di carattere generale. È opinione molto diffusa che nell’affrontare la situazione vi sia una certa impreparazione. Non lo si può negare; certo, il fatto che il governo stia, abbastanza evidentemente, zoppicando (per carità, con tutte le scusanti del caso), non vuol dire che automaticamente chi lo critica sia più bravo. Anzi, quasi mai saper riconoscere una buona camicia vuol dire saperla realizzare. Andiamo avanti, rispettiamo le regole, critichiamo costruttivamente e facciano un nodo al fazzoletto. Il tempo dei rendiconti verrà dopo.
 
 
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