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Coronavirus. Sanificazione degli ambienti, s’imponga alle imprese l’uso di prodotti adatti, non si moltiplichino i servizi
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Il condominio di Alessandro Gallucci
4 aprile 2020 16:26
 
 Leggiamo da più parti che si insiste a domandare ai Sindaci l’emissione di ordinanze per la sanificazione degli spazi comuni degli edifici in condominio.
È urgente, dicono alcune associazioni di categoria. A parte che sulla scorta delle conoscenze attuali sarebbe urgente in caso di residenza in condominio di una persona positiva al coronavirus, se davvero fosse urgente, tutti gli amministratori, ai sensi dell’art. 1135, secondo comma, c.c. potrebbero disporre la sanificazione. Perché, quindi, chiedere l’imposizione del Sindaco?
Forse non è così urgente? Mettiamo anche che, più umanamente, si cerchi l’imposizione pubblica per non incappare in contestazioni dei condòmini in merito alla spesa, allora invitiamo a leggere che cosa consiglia il ministero della salute “l’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 70% o a base di cloro all’0,1% (candeggina)”. Se proprio si ritiene di dover fare qualcosa, se proprio si ritiene che sia necessario imporlo, allora che s’imponga l’uso di questi prodotti alle imprese che eseguono le pulizie delle parti comuni degli edifici in condominio, con semplice rilascio di una certificazione all’amministratore, certificazione da tenere a disposizione dell’Autorità Pubblica in caso di richiesta.
Si dice che è bene farlo perché in diverse città hanno già imposto di farlo. Esattamente come qualche tempo fa impazzava la mania di pulire le strade col cloro. Risultato? Che il ministero è intervenuto per sconsigliarlo: “non ci sono evidenze che le superfici calpestabili siano coinvolte nella trasmissione del virus. Inoltre l’uso di ipoclorito potrebbe portare ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente. Resta consigliata l’ordinaria pulizia delle strade con saponi/detergenti convenzionali”.
In ultimo, visto che la sanificazione ha efficacia se ripetuta costantemente, laddove la si ritenesse indispensabile, allora che la s’imponga almeno per due volte al giorno e a ridosso degli orari di maggior uso delle parti comuni fino a quando in relazione alla città il fattore di contagio non sia divenuto insignificante. Se sicurezza dev’esserci, che sia reale, non un palliativo.
 
 
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