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Confindustria e guerra Ucraina. Come i ladri di Pisa. Pecunia non olet
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Editoriale 
21 giugno 2022 14:50
 
 Solo alcuni giorni fa alla cosiddetta “Davos russa” a San Pietroburgo, i rappresentanti di Confindustria nella Russia di Putin, Alfredo Gozzi e Vincenzo Trani, sono stati applauditi ed encomiati tra consigli per investire, rassicurazioni e auspici “le nostre aziende restano”, quindi continuano a contribuire a quell’economia che finanzia l’invasione in Ucraina (1)
Oggi, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha siglato un “Memorandum of understanding” col ministro ucraino dell'Economia, durante la missione di Confindustria a Kiev per la ricostruzione del Paese (2).

Ci vengono in mente i “ladri di Pisa” che, nella tradizione toscana sono quelli che di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme.
La nostra Confindustria, di giorno litiga coi russi di Putin perché dà una mano agli ucraini per ricostruire, e di notte, d’accordo con gli stessi russi, va a distruggere quello che poi la mattina ricostruirà.

Sappiamo che “pecunia non olet” (3), ma proviamo disagio per tanta sfrontatezza, senza tra l’altro neanche aspettare che i cadaveri ucraini siano sotterrati.

Questi sono i presupposti della rinascita economica delle nostre aziende che tanto hanno sofferto durante il covid per il calo dei lavori in altri Paesi.

Oltre ad evidenziare come faccia schifo la politica economica delle aziende di Confindustria, c’è poco da stupirsi rispetto agli intrecci tra assassini di vari tacca e industrie che li finanziano magari investendo per i diritti umani. Si pensi allo Yemen, l’Arabia Saudita e il loro petrolio che finisce nei nostri veicoli.

1 – a differenza di tanti altri, anche economicamente più impegnati che la nostrana Confindustria, tipo Mac Donald’s
2 – Bonomi dall’agenzia Agi: “Un impegno per garantire una rapida ricostruzione dell'immenso patrimonio industriale ed edilizio distrutto dalla guerra, per contribuire al rafforzamento della volontà ucraina di difendere e ampliare il suo ruolo nel commercio da e verso l'Europa e il mondo, per assicurare e potenziare le sue catene logistiche e di fornitura. Nella nostra visione tutto ciò deve avvenire nel quadro di un partenariato sia all'interno di progetti speciali europei, sia di progetti nazionali nel rapporto diretto tra il nostro Governo e quello ucraino, sia in forma di cooperazione congiunta diretta tra imprese e filiere industriali italiane e ucraine"
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