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Investimenti finanziari: semplice non vuol dire facile
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Editoriale di Alessandro Pedone
19 marzo 2019 15:17
 

 “Investire è semplice,
ma non è facile
Warren Buffett

Complicare è facile,
semplificare è difficile”.
Bruno Munari, Artista

La maggior parte delle idee
fondamentali della scienza
sono essenzialmente semplici
e di solito possono essere
espresse in un linguaggio
comprensibile a tutti”.
Albert Einstein


Da circa un anno sto collaborando ad un progetto di aggregazione di consulenti finanziari indipendenti storici attorno ad una metodologia di consulenza che fa della semplicità una delle sue due colonne portanti.
In questo processo ho avuto modo di parlare di questo tema con decine di professionisti del settore, molti dei quali hanno un’esperienza più che decennale alle spalle ed ho riscontrato un paradosso.
Non ho trovato un professionista che non concordi sul fatto che maggiore semplicità negli investimenti finanziari corrisponda anche a maggiore efficienza ed efficacia per tutti: sia per il consulente che per il professionista.
Al tempo stesso, la maggioranza era molto perplessa –per non dire contraria- all’ipotesi di basare una metodologia di consulenza sul concetto di semplicità o, quantomeno, di basare la comunicazione su questo concetto.
Le argomentazioni principali a favore di questo paradosso sono essenzialmente due.
La prima è che la semplicità è un concetto sofisticato. Molti di questi professionisti hanno impiegato anni per comprendere che più semplice in finanza significa anche più efficace ed efficiente. Il timore -per alcuni la certezza- è che i clienti o potenziali tali “non siano pronti” a recepire un messaggio così raffinato.
La seconda argomentazione è che semplificare la costruzione dei portafogli finanziari potrebbe sminuire l’importanza del professionista stesso. Detto in modo un po’ più spicciolo: se è troppo semplice il cliente potrebbe farlo da solo ed addio parcelle o – nel caso dei consulenti finanziari che sono agenti di commercio – addio commissioni!

La semplicità è il più grande potere in mano agli investitori
Le due argomentazioni sopra esposte non sono certo infondate. Viste dal lato dei professioni del settore, suggerire ai propri clienti portafogli finanziari semplici può essere un rischio.
Per le stesse identiche ragioni, visto dal lato degli investitori, la semplicità nei propri portafogli finanziari è il potere più grande di cui dispongono.
Semplice, però, come ha ribadito il più grande investitore vivente, Warren Buffett, non significa facile. Quello che c’è da sapere per avere un portafoglio finanziario migliore del 95% degli investitori comuni si può comprendere in meno di due giorni di applicazione seria, anche per chi parte letteralmente da zero. In questo articolo: “Due o tre cose che ho imparato sui mercati finanziari (e su come guadagnarci)”  ho riassunto i concetti più importanti in modo che siano comprensibili praticamente da tutti.

La domanda che sorge spontanea è ovviamente la solita: se è così semplice perché non lo fanno tutti? E la risposta è proprio il titolo di questo articolo. Semplice non significa facile.
Facciamo un esempio con un oggetto che la quasi totalità degli italiani conosce bene: il telefonino. Prima che fossero diffusi i modelli che oggi tutti conosciamo dove l’interfaccia è quasi esclusivamente lo schermo, i telefonini erano oggetti molto complicati.
La semplicità si è raggiunta togliendo una serie di bottoni inutili, ma il processo non è stato certamente facile.

In generale, la semplicità si raggiunge a forza di eliminare il superfluo, ma questo è un lavoro non certo banale che richiede parecchio studio. Giungere a conoscere la semplicità di secondo livello, cioè tutto e solo quello che realmente serve per raggiungere lo scopo è dunque una cosa abbastanza impegnativa.
C’è poi un secondo aspetto. La sola conoscenza, come in tutte le cose importanti della vita, è necessaria ma non sufficiente. Serve consapevolezza, ovvero una conoscenza che è stata vissuta.
Se una persona non ha vissuto l’esperienza di ciò che conosce solo a livello intellettuale, sarà sempre pronta a metterla in discussione a favore di qualcosa che magari appare psicologicamente più gratificante.
Quante persone credono a chi promette loro rendimenti impossibili? Tante, troppe…
Perché tutti noi siamo portati a dare credibilità a ciò che vorremmo fosse vero, anche se palesemente non può esserlo.

Per questa ragione la quasi totalità dei portafogli finanziari dei comuni investitori sono inutilmente complicati e – in ultima analisi – fortemente inefficienti.
Tra costi inutili ed errori comportamentali facilmente evitabili gli investitori perdono – in media – ogni anno tra il 3 ed il 5 per cento del proprio capitale (in termini di minori rendimenti o di maggiori perdite rispetto al rischio di mercato che si assumono) questa è una cifra enorme la quale – nell’arco di una vita di una persona – è in grado di far salire uno scalino del livello di ricchezza familiare. Una famiglia comune può diventare agiata nell’arco di 15/20 anni. Una famiglia agiata può diventare ricca. Ovviamente utilizzo questi termini generici così come classificati dalle statistiche ufficiali. Ciò che voglio ribadire è che evitare uno spreco così enorme può letteralmente cambiare la vita delle persone.
Evitare questo spreco è semplice, alla portata di tutti, ma la massa degli investitori continuerà ad ingrassare inutilmente l’industria del risparmio gestito perché nessuno, di fatto, ha interesse a condurre per mano l’investitore medio affinché non solo conosca, ma anche sperimenti di persona, i pochi concetti veramente necessari per investire in modo efficace ed efficiente in funzione dei propri obiettivi di vita.

Cosa puoi fare?
La scelta è nelle tue mani. Se sei arrivato a leggere fino a questo punto sei un privilegiato. La quasi totalità degli investitori non conosce minimamente questi concetti.
Adesso puoi fare come farà la maggioranza delle persone, cioè ignorarli, oppure puoi iniziare a prenderli sul serio. A dedicarci del tempo. A leggere qualche altro articolo (già in questo sito ce ne sono molti), a leggere qualche libro, a diventare – insomma – un investitore adulto.

Per i pochissimi che sceglieranno la strada più impegnativa, ma anche quella molto più produttiva, ho predisposto un breve elenco di articoli dai quali potresti partire:
- Investimenti finanziari. Perché la semplicità batte la complessità
- Perché facciamo sistematicamente scelte finanziarie errate?
-Il difficile equilibrio fra paura/avidita' e razionalita'
- Cosa muove i mercati finanziari?
- Lo sguardo lungo negli investimenti finanziari
- Investire in azioni: quanto rende e quanto si rischia?
- Strategie d'investimento: che cosa vuoi ottimizzare?
- Che cosa vuoi dal tuo denaro?
- ‘Perché investi il tuo denaro?’ Ovvero: teoria essenziale degli obiettivi finanziari

Per quanto riguarda i libri, abbiamo pubblicato una serie di “Inviti alla lettura”.
- Strategie di investimento per il lungo termine di W. Bernstein
- Euforia Irrazionale. Alti e bassi di borsa
- Unexpected Returns
- Giocati dal caso: il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita
- A spasso per Wall Street. Tutti i segreti per investire con successo

Direi che adesso dipende da te. Vuoi continuare ad sprecare una fetta molto rilevante del denaro che stai investendo o vuoi iniziare ad occupartene assumendotene la responsabilità?
 
 
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