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 MONDO - MONDO - Inquinamento particelle fini. Nefasto pur al di sotto i limiti Ue. Studio
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9 dicembre 2013 9:18
 
Un'esposizione prolungata alle particelle fini che sono nell'aria (PM) avrebbe “importanti effetti nefasti sulla salute”, anche se le concentrazioni non vanno oltre i limiti stabiliti dalle norme europee. E' il risultato di uno studio finanziato dall'Ue e pubblicato oggi 9 dicembre sulla rivista medica britannica “The Lancet”; studio che si basa su ventidue indagini in tredici Paesi su oltre 360.000 persone che sono state mediamente monitorate durante quattordici anni.
La direttiva europea sull'aria del 2008 ha imposto agli Stati membri un plafond medio annuale di 25 microgrammi per ogni metro cubo di particelle nell'aria, mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) indica come valore limite 10 microgrammi per ogni metro cubo.
“E' significativa l'associazione tra l'esposizione prolungata ai PM 2,5 e le morti premature, anche dopo aver epurato i dati da fattori quali il tabagismo, il livello socio-economico, l'attivita' fisica, il livello di educazione, e l'indice della massa corporale”, scrive The Lancet.
Le PM 2,5 sono le microparticelle piu' fini, con un diametro inferiore a 2,5 micron -cioe' la dimensione di un batterio. Sono quelle che generano i maggiori problemi per la salute, perche' la loro dimensione gli consente di penetrare piu' facilmente e profondamente nei polmoni.
Da questo ne deriva che una piccola variazione dell'inquinamento attraverso i PM 2,5 rappresenta nettamente un maggiore rischio per la salute di coloro che vi sono esposti. “Lo studio valuta che per ogni aumento, ogni anno, di 5 microgrammi in ogni metro cubo della concentrazione di PM 2,5, il rischio di morte per causa naturale cresce del 7%”, spiega The Lancet.
I decessi per “causa naturale” escludono le morti per incidenti e i suicidi, per i quali l'inquinamento non ne puo' esser causa. Questa differenza di 5 microgrammi per metro cubo e' quella che esiste tra una zona urbana molto frequentata dalle autovetture e un luogo lontano dal traffico, precisa l'autore principale di questo studio, l'olandese Rob Beelen.
L'inquinamento dell'aria esterna e' stata classificata in ottobre, dal Centro internazionale di ricerca sul cancro (CIRC), come un fattore cancerogeno certo per l'uomo, un'esposizione alle particelle puo' provocare asma, allergie, malattie respiratorie o cardiovascolari. Un recente studio fa sapere che anche una leggera esposizione aumenta il rischio che i bimbi siano sottopeso alla nascita.
 
 
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