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Gestioni separate assicurative: brevi riflessioni
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Articolo di Roberto Cappiello
1 aprile 2015 12:21
 
In tempi di alta volatilità sui mercati e di tassi negativi sono tornate in gran spolvero le polizze a gestione separata che consentono di mettere a tacere l’emotività degli investitori garantendo alcuni “vantaggi” fra i quali, da una parte un rendimento piuttosto stabile (grazie alla peculiarità di questi strumenti: il rendimento calcolato sul costo storico e non sul prezzo di mercato) e la possibilità, in alcuni casi, di liquidare il capitale senza grandi perdite, dall’altra la possibilità di trasferire agli eredi beneficiari un capitale finanziario in regime di esenzione dall’imposta di successione in caso di premorienza del contraente assicurato.
Vista la crescente domanda dei risparmiatori, le compagnie assicurative stanno correndo ai ripari modificando le principali condizioni economiche e se non si comprendono bene tutti gli elementi caratteristici di questi prodotti si va incontro a grandi delusioni. Gli aspetti economici positivi infatti, possono perdere presto il loro appeal di fronte alle commissioni di sottoscrizione, alle penali di estinzione anticipata, alle commissioni di gestione e alla percentuale di retrocessione del rendimento del fondo cui è collegato il prodotto.
Ai tassi attuali (1), due sono gli aspetti che rendono appetibili le gestioni separate, uno è il rendimento che mediamente si attesta fra il 2 e il 3% netto, l’altro è la gestione al costo storico che permette di ottenere questo risultato senza esporsi alle oscillazioni tipiche delle obbligazioni in cui investono (titoli di Stato di emittenti europei e sovranazionali e obbligazioni corporate).
L’offerta è molto variegata, troviamo prodotti senza tasso minimo garantito o con minimo garantito che va dall’1% fino al 2%, commissioni di ingresso che possono arrivare anche al 5% a prescindere dall’importo, per non parlare delle commissioni di uscita. Tutti elementi che se non correttamente valutati e negoziati, ove possibile con le compagnie di assicurazione, possono ridurne sensibilmente il rendimento fino ad arrivare a vanificarlo del tutto e incorrere addirittura in perdite soprattutto su orizzonti temporali brevi. Per quanto riguarda l’aspetto successorio bisogna stare attenti alla differenza fra gestioni separate del ramo I, che sono veri e propri contratti assicurativi, e gestioni separate appartenenti al ramo V, che invece sono meri contratti di capitalizzazione privi di ogni elemento demografico (caso morte) e di rischio (art. 179, comma I, CAP – Codice assicurazioni private). Manca, in sostanza, la figura dell’assicurato. Solo le gestioni separate del ramo I garantiscono l’esenzione dall’imposta di successione in caso di premorienza, quelle del ramo V seguono altre strade. Dunque prima di investire in una polizza a premio unico a gestione separata sarebbe bene essere consapevoli degli obiettivi che si intende perseguire e solo dopo, se si ritiene opportuno, si può procedere ad una loro attenta valutazione armandosi di tanta buona volontà. Attenzione, se l’obiettivo è solamente quello dell’esenzione dall’imposta di successione ricordatevi che tale vantaggio è riservato anche ai titoli del debito pubblico compresi i buoni ordinari del tesoro e i certificati di credito del tesoro e agli altri titoli garantiti dallo stato fra cui i Buoni Fruttiferi Postali. Qualche esempio di gestione separata la potete trovare qui: http://www.aduc.it/articolo/uscire+dai+fondi+obbligazionari+piccolo_22899.php

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1) Aduc Investire Informati ha sempre sconsigliato fortemente tutti i prodotti assicurativi per finalità d'investimento. Questa fase eccezionale di mercato, con i tassi praticamente a zero, rendono questi strumenti interessanti esclusivamente nel caso in cui non vi siano né commissioni (che nel mondo assicurativo vengono chiamate "caricamenti") d'ingresso, né di uscita, né vincoli pluriennali. A queste condizioni, vista l'eccezionalità del periodo, il nostro giudizio estremamente negativo sulle assicurazioni come finalità d'investimento trova la sua eccezione. 
 
 
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