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Vado in bike-sharing a Firenze (e non solo). Vita da clandestino
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Vita da clandestino di Vincenzo Donvito
19 ottobre 2017 12:48
 
 Urka, ora ci sono migliaia di bike-sharing (1) in citta’ e, anche se stamane sono uscito da casa senza la mia, ne posso sempre trovare una dovunque e, con pochi spiccioli, posso muovermi velocemente da un punto ad un altro, tanto poi la posso lasciare dovunque. Senza dovermi “spuppare” attese disastrose alle fermate degli autobus, per altrettanti mezzi che non vanno mai di preciso dove io devo andare. Senza dovermi dissanguare per dare soldi ai taxisti che, ammesso che li trovi dove e quando ti servono, sono roba da turisti ricchi. Oddio, potrei andare a piedi, e pare che faccia anche bene, ma tra gas di scarico e tempi stretti che ho, e’ raro che cio’ mi possa convenire. E vai con il “baiksciaringh”. Mi iscrivo con l’app. Ecco, ce n’e’ proprio una li’. Arancione. Non si puo’ non vedere. E poi come potrebbe non essere visibile li’ dove e’ messa… diciamo un po’ come capita. Si’, ci sono i parcheggi, ma… dove sono? e poi, che senso avrebbe dover ingrullire a cercare un parcheggio se la si prende proprio perche’ la trovi ovunque e la lasci ovunque… cosi’ hanno convinto con la pubblicita’ anche me. Eccola, presa. Urka, pero’, che fatica, pedala, pedala e pedala… certo la mia -come quasi tutte- ha il cambio, e mi sono disabituato a girare e girare e girare per fare pochi metri… ma dai, la trovo e la lascio ovunque, basta un click sullo smartphone, senza dover stare a girare e rigirare per cercare un palo dove allacciare la mia, che poi te la fregano lo stesso… Ed ora, come faccio ad andare li’? E secondo loro io dovrei fare tutto il giro di tre isolati, affrontare quattro semafori, farmi venire il cancro per stare in fila dietro a macchine e motorini… ma son grulli? Ci saranno neanche cento metri di strada da fare, certo, contromano, ma che vuoi che sia. Ma forse c’e’ una pista ciclabile… pista, pista delle mie brame, dove sei? Ahi, si’ quelle sui viali, ma la citta’ non e’ solo viali. Anzi. Niente pista. E guarda che casino, anche se sono contromano. Se non voglio invecchiare qui a pedalare su questa che sembra una “graziella” della nonna, non ho alternative, vado sul marciapiedi. E guarda: ce ne sono tanti che fanno come me, vuol dire che si puo’, o quantomeno che nessuno ti dice nulla. Del resto, come potrebbero dirmi qualcosa… non avrebbe senso rispetto a questo uso di questa “baiksciaringh”; chi la prenderebbe altrimenti?
Ma come fanno a Copenaghen o ad Amsterdam? Eh… ma quelli sono nordici, cosi’ come anche i loro amministratori.
Ed ora, dove la lascio? Sai che… cosi’ come l’ho trovata. Per decenza la metto li’ vicino alla rastrelliera. Vicino, che’ questa e’ strapiena. Ma e’ sempre in sosta vietata…. E che devo fare?

1 - chissa’ perche’ le devono chiamare in inglese, e poi, sono anche cinesi…  
 
 
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