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Brexit e referendum del 2016. Multa ai sostenitori per violazione della legge elettorale
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Stati uniti d'europa di Redazione
18 luglio 2018 10:02
 
 La campagna ufficiale per il voto in favore della Brexit, Vote Leave, ha ricevuto una multa per aver infranto il codice elettorale, ha fatto sapere il 17 luglio la Commissione elettorale britannica, alcuni mesi dopo le accuse presentate da una denuncia.
La Commissione elettorale ha “condotto una inchiesta approfondita” sulle campagne condotte da Vote Leave, sostenuta da personaggi del partito conservatore, come l’ex-ministro degli Affari Esteri Boris Johnson, il ministro dell’Ambiente, Michael Gove, e BelLeave, un piccolo gruppo militante pro-Brexit che si era impegnato nella campagna del referendum pro o contro Ue a giugno del 2016.
“Abbiamo trovato prove sostanziali che i due gruppi lavoravano ad un piano comune, non dichiarando che fosse tale e non rispettando i limiti di spesa della campagna legale”, ha spiegato la Commissione.
Le sue conclusioni arrivano qualche mese dopo le accuse di una denuncia di Christopher Wylie, secondo il quale la società Cambridge Analytica, accusata di aver utilizzato a fini politici i dati privati di milioni di utenti di Facebook, aveva giocato un “ruolo cruciale” nel voto a favore della Brexit.
Christopher Wylie aveva sostenuto che Aggregate IQ, un’azienda canadese legata a Cambridge Analytica, aveva lavorato con questi ultimi per aiutare nella campagna per l’uscita dall’UE, “Leave EU”, ed aveva aggirato il suo plafond di spese. In un incontro con diversi giornali europei, Wylie aveva dichiarato che “senza Aggregate IQ, i sostenitori del “Leave” non avrebbero potuto vincere il referendum del 23 giugno 2016, che ha avuto il sopravvento con meno del 2% dei voti”. I britannici avevano votato al 52% per l’uscita dall’UE.
Sul suo sito Internet, Aggregate IQ smentisce di aver fatto parte di Cambridge Analytica o della sua società madre SCL, di aver utilizzato Christopher Wylie e di ave avuto accesso a dei dati di Facebook ottenuti in modo illegale.
Un risultato “più sospetto che mai”
Il gruppo BelLeave, fondato dallo studente di moda Darren Grimes, ha devoluto più di 675.000 sterline (761.000 euro) ad Aggregate IQ, specializzata in pubblicità online, “nel quadro di un piano comune con Vote Leave”, secondo la Commissione.
“Queste spese avrebbero dovuto essere dichiarate da Vote Leave”, dice la Commissione, calcolando che il gruppo e’ andato oltre il plafond, fissato a 7 milioni di sterline (7,9 milioni di euro), di circa 500.000 sterline (565.000 euro).
Vote Leave dovrà pagare 61.000 sterline (69.000 euro) per diverse infrazioni alla legge elettorale, e il fondatore del gruppo BelLeave, Darren Grimes, 20.000 sterline, il tetto massimo nello specifico. La Commissione ha allertato la polizia ed ha trasmesso loro i risultati della sua indagine.
Per i sostenitori della permanenza nell’Unione europea, le conclusioni della Commissione hanno messo in dubbio i risultati del referendum e rafforzato la necessità di organizzarne un secondo. “Il risultato stretto del referendum, ha più che mai i connotati di un sospetto”, ha detto in un tweet il deputato laburista ed europeo David Lammy.
Alla camera dei Comuni, il deputato laburista Chuka Umunna, pro-Ue, ha presentato un’interrogazione al governo sulle conseguenze delle irregolarità sul risultato del referendum. Secondo Downing Street, il referendum era un “esercizio democratico legittimo, nell’ambito del quale gli elettori si sono espressi”.
Un altro movimento pro-Brexit già sanzionato
Un portavoce di Vote Leave ha risposto accusando il rapporto della Commissione di contenere “un certo numero di false accuse e di affermazioni sbagliate”. Ed ha respinto le indagini che hanno audito “i cosiddetti ‘lanciatori di allarmi’” ma “nessuno delle persone di Vote Leave”. “Stiamo studiando le diverse opzioni, ma confidiamo nel fatto che le conclusioni saranno respinte”.
Da parte sua, Darren Grimes, si è detto “scioccato” e “deluso” dalle decisioni della Commissione di averlo sanzionato “per aver scelto una casella sbagliata sul formulario”. “La multa è totalmente sproporzionata e ingiustificata”.
A maggio, la Commissione elettorale britannica aveva sanzionato un altro movimento pro-Brexit, Leave EU, con una multa di 70.000 sterline (79.000 euro) in virtù di molteplici irregolarità nel finanziamento della sua campagna.
Creata nel 2015 con l’intento di far uscire il Regno Unito dall’Unione Europea, Leave EU era sostenuto dall’ex-leader del partito eurofobo UKIP, Nigel Farage, ma non faceva parte della campagna ufficiale del referendum. Molto presente sui social network e portando avanti la sua campagna con un forte sentimento contro l’estabishment, Leave EU era tuttavia stato decisivo per il voto dei britannici in favore della Brexit.

(da un lancio dell’agenzia stampa AFP del 17/07/2018)
 
 
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