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Diritto d'autore. Le elucubrazioni della Commissione Ue. Verso la tassa sul panorama?
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Stati uniti d'europa di Vincenzo Donvito
15 settembre 2016 12:44
 
 Tra le proposte che la Commissione Ue ha avanzato per una riforma comunitaria del diritto d'autore, c'e' il consiglio per l'istituzione di una tassa sul panorama. Si', avete letto bene: UNA TASSA SUL PANORAMA. La Commissione, evidenziando il fatto di non potere avere una normativa unica in materia, ha consigliato ad ogni Stato di fare come crede, perorando -pero'- di prendere in considerazione di far pagare per la riproduzione di opere architettoniche (panorami, piu' in generale), sia per l'uso privato che per quello commerciale.
Uno dei tanti problemi che l'Unione Europea rappresenta per la buona, tranquilla e civica vita dei comuni mortali -e lo dicano da europeisti convinti- e' quello di voler mettere bocca su tutto, normando anche le cose piu' semplici della nostra quotidianita' (dalla curvatura dei cetrioli ai colori delle mele, etc). Quindi, una foto con dietro il Colosseo di Roma, o la torre di Pisa, o Ponte Vecchio a Firenze, o la torre Eiffel di Parigi o il Partenone di Atene, o il London Bridge (almeno fino a quando la Gb non ha formalizzato il suo abbandono della Ue), o la porta di Brandeburgo a Berlino, secondo la Commissione, sarebbe meglio che fosse soggetta a diritto d'autore. Sia se a queste immagini sia associato pubblicitariamente un profumo o una motocicletta, sia se fossero il ricordo di un momento di un nostro viaggio. Certamente, chi aveva commissionato -e chi aveva eseguito e chi e' morto per difenderle nelle varie guerre dei secoli scorsi- queste opere storico/artistiche, non avrebbe mai pensato ad una cosa del genere: lo spirito era -ed e', per quanto ci riguarda- quello di patrimonio dell'Umanita' (Unesco o meno, che sia), cioe' bellezza e memoria, simboli di una storia che ci appartiene al di la' degli orribili confini che ancora sussistono, memento della possibile e potenziale eternita' del nostro patrimonio pacifico, comunitario, mondiale.
Certamente la manutenzione di questi simboli ha un costo, ma il ritorno che ogni amministrazione ne ha come calamita di turisti e studiosi, ha sempre ampiamente compensato i costi. Diverso e' se questo compenso debba essere diretto, cioe' la tassa sul panorama.
Augurandoci che la questione finisca tra un'alba e un tramonto, siamo preoccupati su come potranno leggere questi consigli comunitari i nostri amministratori locali (piu' che quelli nazionali), assetati di imposte, senza ritegno e logiche: vediamo gia' il Sindaco romano vagheggiare sul Colosseo, quello fiorentino su Ponte Vecchio (Sindaco che nei giorni scorsi -spalleggiato dal ministro nazionale dei Beni Culturali- ha gia' cominciato a parlare di numeri chiusi per quel Ponte Vecchio che anche i nazisti, quando in fuga fecero saltare tutti i ponti di Firenze durante la seconda guerra mondiale -1944-, decisero di risparmiare... non certo pensando alle imposte future ma -a loro modo- all'umanita'), e cosi' via per ogni citta' italiana, che' non ce n'e' una che non abbia una storia e una bellezza di arte, architettura e urbanistica.
Dalla curvatura del cetriolo alla tassa sul panorama, il passo e' breve... anche se apparentemente illogico e ridicolo e preoccupante. Teniamo ben alzate le antenne. Il nostro anelito agli Stati Uniti d'Europa passa anche attraverso queste nostre vigilanze e denunce. 
 
 
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