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Europa: consumi e qualità. Informare o parlare a vanvera? Quando la politica non aiuta
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Stati uniti d'europa di Vincenzo Donvito
20 ottobre 2018 13:34
 
 "Il commissario Ue alla sicurezza alimentare, Andriukaitis, dovrebbe essere scioccato dalle schifezze che piombano sulle tavole degli italiani anche per le scelte dell'Europa. Europa che permette l'arrivo di insetti, olio tunisino e riso asiatico, carne e pesce di qualita' scadente, materie prime trattate con pesticidi e sostanze nocive. Il tutto a danno del made in Italy. In ogni caso non ci offendiamo per le dichiarazioni esagerate del commissario Ue: e' un socialista e sa che tra pochi mesi andra' a casa insieme al suo amico Juncker. Comprendiamo lo stress". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che oggi e' intervenuto al Forum di Coldiretti a Cernobbio e al quale ha partecipato anche il commissario Ue per la Salute e la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.
Così riporta la notizia l’agenzia stampa Ansa. Che abbiamo letto e riletto e, purtroppo è proprio così.
Ovviamente non ci mettiamo ad interloquire col ministro dell’Interno per vari motivi. Primo fra tutti perché noi siamo solo un’associazione di consumatori che non prende i soldi dallo Stato (come quasi tutte le altre associazioni in Italia) e lui è un ministro che, a parte le sue considerazioni politiche su chi, come quando fra pochi mesi andrà a casa, non sa di cosa parla. E ci spiace che lo abbia fatto in un consesso della Coldiretti che, anche se talvolta pur di difendere i suoi associati sembra che si metta i prosciutti sugli occhi (1), è comunque una autorevole e dinamica organizzazione rappresentativa degli agricoltori italiani.
Ci interessa il risvolto mediatico del “parlatore a vanvera”, visto che, come autorevole esponente del governo (2), quando si esprime è -giustamente- ripreso un po’ dovunque. E far credere che - anche e soprattutto - nelle politiche agricole e di controllo sanitario, l’Unione sia un ostacolo alla italica presunta magnificenza, è banalmente una bugia. Che se non fosse per le direttive europee (etichette, assenza di frontiere interne all’Unione, accordi commerciali con Paesi extra-UE, etc) non solo saremmo costretti a mangiarci, per esempio, quintali di parmigiano reggiano oltre quelli che gustosamente tutti in Italia già consumiamo, ché -prodotto- non avremmo alternative a farlo marcire nei depositi, ma non sapremmo neanche quando scade un prodotto alimentare e quali sono i suoi componenti, sì da essere informati per la nostra salute. Questi sono solo alcuni semplici esempi per significare che così come è organizzata la nostra produzione e la nostra commercializzazione (che ci consente di essere uno dei Paesi più ricchi al mondo, mentre quando non c’era l’UE al massimo eravamo tra gli ultimi di quelli cosiddetti ricchi), se non avessimo il cappello normativo e commerciale dell’Unione, saremmo ancora a farci le battaglie del vino tra Toscana, Piemonte e Veneto o dell’olio tra Toscana, Liguria e Puglia.
Questo lo diciamo non al ministro Matteo Salvini, ma a coloro che, un po’ perplessi per certe affermazioni vendute col linguaggio e il cipiglio delle certezze, volessero approfondire e capire, visto che in questo caso sembra proprio che la politica non aiuti.

1 – mai modo di dire crediamo possa essere più appropriato…. Il nostro riferimento è a quelle che sembrano preconcette , per la Coldiretti, chiusure a mercati che non siano italiani, senza -a nostro avviso- valutare caso per caso e, soprattutto, mettendo al primo posto i consumatori (che sono il 100% della popolazione) piuttosto che i produttori. Ma -come si dice- ognuno fa il suo mestiere….
2 – anche se il nostro ministro è convinto che, vincendo le elezioni non solo si governa, ma si diventa anche proprietari. Andrebbe ripreso in mano un banale vocabolario, per rileggersi il diverso significato di “governo” e “possesso”.
 
 
 
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