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Politiche migratorie. Francesi arroganti
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Stati uniti d'europa di Redazione
25 giugno 2018 18:22
 
 L’arte di rimescolare le carte coi propri migliori amici… Il comportamento delle autorità francesi verso gli italiani ci offre l’esempio completo di ciò che non va fatto in materia di relazioni tra nazioni vicine. Non parliamo qui di Matteo Salvini, questo mattatore fascitizzante che non smette di segnare dei punti nella vita politica della penisola, in gran parte grazie alla Francia. Si tratta del popolo italiano, che tanti legami storici, culturali, affettivi, relazionano al popolo francese.
Gli italiani rifiutano di far accostare da loro l’Aquarius? Invece di accogliere la nave e -in seguito- criticare Roma, la Francia sta zitta, rifiuta a sua volta la nave, poi denuncia l’Italia. L’attitudine italiana è di “vomitare”, dice un rappresentante de La Repubbliche en marche (ndr. -il partito del presidente Macron). Ma intanto la Francia ha fatto lo stesso… E’ una variante della parabola della pagliuzza e della trave. L’Italia che si denuncia ha avuto spesso un comportamento esemplare verso le persone venute dal Medio Oriente o dall’Africa. Grazie alla vicinanza geografica, essa è stata in prima linea nella crisi del 2015. Qualcosa come 700.000 persone hanno trovato accoglienza in Italia. La società della penisola vi ha fatto fronte, spesso con generosità e benevolenza. Numerosi rifugiati sono stati ricevuti nelle città, nei quartieri e nei villaggi con riguardo e umanità. In questo periodo, la Francia chiudeva la sua frontiera sud e cacciava i volontari che erano andati in soccorso dei migranti che passavano attraverso i passi delle Alpi, accogliendo in totale un numero di rifugiati molto inferiore a quello dell’Italia.
Invece di buttare acqua sul fuoco, Emmanuel Macron ha continuato a polemizzare, Ha proposto di creare “dei centri chiusi” per gestire il flusso di chi chiede asilo. In Francia? No: in Italia e nei Paesi in “prima linea”. Roma, da lungo tempo, fa notare che le regole di Dublino – che impone l'esame delle richieste d'asilo dei migranti al primo Paese di sbarco, respingendo quelli che vanno altrove – danno ai Paesi più vicini all’Africa e al Medio-Oriente danno loro un carico eccessivo. Gli altri Paesi, la Francia tra i primi, rifiutano coraggiosamente di venir loro in aiuto. Sebbene in Italia, sia la destra che la sinistra sono bersagliate dalle lezioni di moralità dispensate dal loro vicino. Chi ne beneficia? I migranti? L’apertura? I diritti umani? Per niente: la Lega (estrema destra) al potere, che ha buon gioco a denunciare i tartufoni dell’Europa e che puo’ metter più facilmente in opera la sua politica di chiusura. Mentre i leader europei continuano a sfoggiare le loro divisioni, si fa sempre più avanti l‘idea che non ci sia una soluzione europea e che ogni Paese ha interesse a legiferare da se stesso. La querelle franco-italiana, dietro la quale si ritrovano, da parte francese, gli abituali cliché sulla leggerezza o la supposta incoerenza degli italiani, rende più scura un’immagine già scura. I francesi, dice il proverbio, sono degli italiani noiosi. Ma bisogna ormai aggiungere: arroganti, altrettanto.

(articolo di Laurent Joffrin, pubblicato sul quotidiano Libération del 25/06/2018)
 
 
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