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Stati Uniti d'Europa. Tsipras il valoroso
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Stati uniti d'europa di Redazione
23 giugno 2018 8:58
 
 Le buone notizie -o le meno cattive- passano spesso inosservate. Questa è la legge in merito. Per cui, l’accordo che è stato concluso tra Europa e Grecia, annunciato sobriamente rispetto ai migliaia di articoli durante la fase acuta della crisi dell’euro, merita che ci si soffermi un po’. E in effetti contraddice tutti i profeti di sventura che si accaniscono nel denigrare l’Unione.
La Grecia ritrova la propria autonomia finanziaria dopo aver accettato alcune riforme cruente, in cambio delle quali il suo debito, senza dirlo tanto ad alta voce, è in gran parte alleggerito. Con un tasso di interesse vicino allo zero, la Grecia dispone di una trentina di anni per procedere al rimborso, se un giorno rimborserà. Questa conclusione relativamente felice -i greci hanno davanti a sé ancora lunghi anni di sofferenze prima di ristabilire la loro situazione sociale- la si deve molto al coraggio politico di un uomo, a cui la storia renderà giustizia: Alexis Tsipras.
Eletto della sinistra radicale, oggi è considerato da molti dei suoi vecchi amici nel continente come un traditore della causa, un Giuda venduto agli eurocrati. Ma piuttosto che cantare come sempre il ritornello del tradimento, figura di retorica permanente della sinistra di rottura, si farebbe meglio a domandarsi perché Tsipras, in totale contraddizione con le sue precedenti posizioni, ha scelto il compromesso con Bruxelles. Per una semplice ragione, in effetti: se avesse rotto con l’euro, avrebbe probabilmente imposto al suo popolo delle prove ancora più terribili. Distaccata dall’Unione, la Grecia avrebbe dovuto negoziare da sola di fronte ai mercati e al FMI, senza l’aiuto finanziario sostanziale accordato dall’Unione. Si sa che i rimedi imposti dal FMI sono ancora più draconiani di quelli che escono in generale dalle negoziazione di Bruxelles.
E’ l’aporia di cui i sovranisti non vogliono mai parlare. Denunciano "la dittatura di Bruxelles" ma dimenticano di specificare che senza Bruxelles, un Paese isolato come la Grecia si trova nella posizione di un nano che affronta giganti impersonali e impassibili, mercati finanziari che rappresentano senza ammiccare la massa di creditori anonimi che non hanno assolutamente nulla a che fare con le sofferenze dei popoli debitori e vogliono solo ottenere indietro i loro soldi, arrotondati con un tasso di interesse il più redditizio possibile. Tsipras ha scelto il male minore. Sarà probabilmente sconfitto nelle prossime elezioni, tutti i sondaggi lo annunciano. Ma avrà servito il suo popolo in una circostanza drammatica, senza considerazione per il suo personale interesse. Per questa ragione gli estremi lo inchioderanno alla gogna. E’ la sorte degli uomini di Stato coraggiosi.

(editoriale di Laurent Joffrin, pubblicato sul quotidiano Libération del 23/06/2018)
 
 
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