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Vita da cani. I cani comprendono il linguaggio umano meglio di quanto si credeva
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Vita da cani di Redazione
6 dicembre 2019 16:04
 
 E’ già noto che i cani addestrati comprendono semplici comandi come "sedersi" o "sdraiarsi" e che sono in grado di riconoscere voci umane familiari che pronunciano frasi familiari. Ma non si sapeva come percepissero il linguaggio umano e la sua fonetica.
I ricercatori dell'Università del Sussex (Regno Unito) ora ci insegnano che i cani hanno la naturale capacità di riconoscere la stessa parola pronunciata da estranei. Una predisposizione alla comprensione del linguaggio che gli scienziati pensavano fosse riservata agli umani.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno condotto un esperimento su 70 cani di razze diverse, ai quali hanno pronunciato diverse sillabe, insignificanti per loro, pronunciate da persone sconosciute - 13 uomini e 14 donne. Osservando la reazione di questi cani a diversi stimoli sonori - con il cosiddetto metodo "abitudine-disabitudine" - i ricercatori hanno scoperto che i cani potevano riconoscere le parole pronunciate - tipo "nascosto", "avevano" e "who'd" (ndr: grossomodo: chi lo fa) - di diverse persone che parlavano.

Una capacità che si pensava fosse riservata agli umani
I cani sono riusciti a "generalizzare i fonemi indipendentemente dalle persone che li hanno pronunciati", spiega all’agenzia stampa AFP David Reby, professore di etologia all'Università di Lione Saint-Etienne e coautore dello studio. "Fino ad ora si pensava che questa capacità di classificare le parole, senza un precedente addestramento, fosse riservata agli umani. Qui suggeriamo che non è così", aggiunge Holly Root-Gutteridge, dell'Università del Sussex, anche lui coautore. "Questo tipo di riconoscimento dei fonemi è un prerequisito per la lingua, perché per parlare, devi essere in grado di identificare la stessa parola attraverso diversi oratori", afferma il ricercatore.
Lo studio suggerisce anche che i cani arrivano, in poche parole insignificanti per loro - come "ascolto", "sentito" o "cappuccio" - a rilevare le voci di persone che non conoscono. "Sono in grado di formarsi rapidamente una rappresentazione della voce", un altro prerequisito per comprendere il discorso, afferma David Reby.
Altri animali, come cincillà o ratti, avevano già dimostrato abilità dello stesso tipo, ma con un precedente addestramento. "Questa è la prima volta che siamo riusciti a farlo spontaneamente", afferma entusiasta Holly Root-Gutteridge.

(da un lancio dell’agenzia AFP – France Press – del 05/12/2019)
 
 
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