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Cannabis, sequestri e 'scuole sicure': è il Governo del non cambiamento
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Articolo di Robert Paulsen
29 settembre 2018 8:44
 
Notizia recente è il sequestro di una tonnellata di hashish a Milano. Il sequestro ha un valore stimato attorno agli 11 milioni di euro.
Intanto è stato varato il piano scuole sicure, che, per Milano, prevede lo stanziamento di 344.000 euro (fonte Ministero degli Interni).
Possono essere paragonati questi due numeri? Certo che sì.
Se gli 11 milioni di euro di “fumo” sequestrato fossero stati distribuiti legalmente, in un regime federale, tanto caro alla Lega, dove venisse applicata l’aliquota Iva pari al 22% come per gli alcolici e gli introiti venissero resi disponibili ai comuni che accettassero la vendita di cannabis e derivati, il comune di Milano avrebbe potuto incassare oltre 2 milioni di euro per l’aumento dei fondi per le forze dell’ ordine, l’implementazione a costo zero a carico dello stato centrale delle misure per mettere in “sicurezza” le scuole e avviare programmi sanitari innovativi. Questa previsione riguarda solo una piccola quota del mercato della droga a Milano e considera solo gli incassi dell’Iva, senza considerare la possibilità di una applicazione anche di eventuali accise come avviene per l’alcol.
Invece si è deciso di spendere soldi centralmente, in direzione diametralmente opposta al famoso federalismo leghista.
E’ economicamente conveniente la scelta di continuare ad ignorare il tema cannabis? Il Dipartimento delle politiche antidroga divulga numeri sulle droghe falsi e mistifica il reale impatto di una politica legalizzatrice che, stando al Ministro della Salute on. Giulia Grillo, “non e' un punto contenuto nel contratto di governo e al momento non e' nemmeno un argomento di cui si sta discutendo in Parlamento".
Se il Ministro della Salute non facesse parte di una forza politica, il M5S, che ha fatto della legalizzazione proprio un argomento di cui si è discusso in parlamento fino a ieri, si potrebbero capire queste parole.
Dal momento che, la forza politica del Ministro della Salute, fa parte di una delle sole due forze politiche di maggioranza (cosa mai avvenuta nella storia della repubblica, che permetterebbe un dialogo schietto veloce e sincero sul tema, come mai avvenuto prima) e questa forza politica è a direzione dei due ministeri che sotto il governo precedente hanno firmato il primo accordo di produzione nazionale sulla cannabis, svelando, di fatto, la possibilità di rendere legale con decreto di competenza del solo ministero della Salute, la coltivazione, vendita, distribuzione di cannabis, queste parole sono un affondo in mala fede di una battaglia portata avanti da malati ai quali viene negato il diritto alla cura.
Ricapitolando:
- una forza federalista usa soldi centrali al posto di permettere di decidere le politiche a livello locale che potrebbero risultare più efficaci, efficienti e puntuali, affidando gli incassi del mercato della cannabis alle amministrazioni più lungimiranti in materia di sicurezza
- una forza che fino a ieri si è dichiarata e continua a dichiararsi a favore di un mercato legale della cannabis, di fatto impedisce la creazione di un mercato legale ostacolando lo sviluppo di una produzione nazionale di cannabis attraverso la creazione di nuove imprese nel settore
- il dipartimento che dovrebbe occuparsi di limitare la diffusione di stupefacenti, rema nella direzione di mistificazione del problema, divulgando numeri falsi basate su congetture prive di riscontro reale
Se questo è il governo del cambiamento, non si nota nessun cambiamento rispetto al passato sul tema “droghe e sicurezza”. Inoltre, vista la necessità di fare cassa, quando si vorrà introdurre questo tema nel dibattito pubblico e rendere “conveniente” parlare di “droga”?
 
 
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