testata ADUC
I Paesi Bassi sono diventati un narco-Stato?
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione
22 dicembre 2019 19:49
 
 L'assassinio di Derk Wiersum rivela una realtà oscura nella capitale olandese. L'avvocato 44enne, padre di due figli, stava proteggendo un testimone legato alla Corona. Il suo omicidio, commesso in pieno giorno di fronte a sua moglie, in un tranquillo quartiere di Amsterdam, è stato percepito come un attacco dei cartelli alla società civile. Il 59% degli olandesi ora crede che l'economia del loro Paese dipenda da quella delle droghe, a causa delle sue leggi liberali in materia di droghe e della sua vicinanza ai mercati più redditizi di queste sostanze, attirando trafficanti da tutto il Pianeta. La corruzione nei porti, le minacce contro gli avvocati e la violenza contro i giornalisti, per non parlare degli omicidi, sono diventate frequenti negli ultimi anni.

Atlantico: cosa rivela questo attacco sulla presenza dei cartelli della droga nei Paesi Bassi?
Stéphane Quéré: Per quanto ne sappia, è la prima volta che un avvocato viene uccso acolpi di arma da fuoco nei Paesi Bassi. Il Paese è "abituato" alle rese dei conti fra i criminali; ci sono state persino intimidazioni contro i sindaci che si sono opposti in particolare al commercio (illegale ma al contempo legale ...) di cannabis nei loro comuni. Mai prima d'ora un omicidio ha colpito una persona così in vista della società civile.
Altri avvocati sono già stati assassinati negli ultimi anni in Grecia, Sudafrica, Serbia, Australia, Albania, ... e Corsica! Gli attacchi provenivano sempre dal crimine organizzato, senza che fosse chiaro se stessero facendo attacchi seriali contro il sistema giudiziario nel suo insieme. Nel caso di Wiersum, è più chiaro: è stato un omicidio indirettamente indirizzato a un "collaboratore di giustizia", a cui Wiersum aveva assicurato la difesa. Più in generale, è un attacco al sistema giudiziario e un avvertimento contro coloro che sono tentati di collaborare. Nel 2018, anche il fratello del testimone è stato ucciso e diversi membri della sua famiglia sono stati rapidamente trasferiti e messi sotto protezione.
Questa testimonianza ha messo in luce numerosi aspetti sul principale meccanismo della delinquenza olandese (più precisamente sulla "mocro-mafia", il nome dato a quella delinquenza principalmente composta da persone di origine marocchina): Ridouan Taghi, implicato nel traffico di stupefacenti e numerosi conflitti fra bande diverse, in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio e in Marocco. Taghi è stato recentemente arrestato a Dubai ed è ora in carcere nei Paesi Bassi. Il suo processo sarà senza dubbio un momento chiave nella lotta contro la criminalità organizzata nei Paesi Bassi.

Possiamo quindi parlare di "narco-Stato"?
Difficile parlare di "narco-Stato" per i Paesi Bassi. Potremmo usare questa espressione per Paesi come Panama quando erano governato dal generale Noriega, sotto gli ordini dei cartelli colombiani, o il Suriname di Desi Bouterse (a “gendarme” delle spedizioni di cocaina destinate agli Stati Uniti o all'Europa, in particolare verso i Paesi Bassi di cui il Suriname è una ex colonia), o della Guinea Equatoriale, la cui corruzione fino alle più alte sfere dello Stato ha facilitato la creazione di cartelli sudamericani, o addirittura del Kosovo, dove i legami tra la mafia di lingua albanese e l'UCK, i guerriglieri separatisti,è più che nota. No, i Paesi Bassi sono un Paese solido, nel cuore dell'Europa, con un sistema incorrotto e leader politici generalmente onesti (stiamo attenti ...). Ma questo Paese è chiaramente "sotto tensione" a causa della forte presenza di criminalità organizzata sul suo territorio (la macro-mafia, le delinquenze tradizionali, le bande di motociclisti, le mafie turche, cinesi, italiane, albanesi o russe ... ). Ciò si spiega grazie ad una cosiddetta politica lassista sulle droghe leggere che ha attratto e incrementato il business molti criminali (o hippy sognanti che si sono trasformati in spietati criminali capitalisti) dagli anni '70. Ma la spiegazione più ovvia è la posizione strategica dei porti di questa parte centrale dell'Europa: in primo luogo Rotterdam nei Paesi Bassi o Anversa in Belgio e, in misura minore ma in via di crescita, i porti tedeschi e quello di Le Havre, in Francia. Anche i Paesi Bassi "beneficiano" della presenza dei loro territori nelle Antille (Antille olandesi) o della loro ex colonia della Guyana olandese, Suriname, zona di transito della cocaina, proprio come la Guyana francese per la Francia...

Tutto ciò rende l'area olandese, più le Fiandre belghe un, "narco-Hub" europeo: produzione di cannabis (con un'esportazione soprattutto in Spagna), importazione di resina di cannabis (grazie ai criminali del "mocro-mafia" sfruttando la forte comunità di immigrati marocchini del Paese), produzione di droghe sintetiche (nei Paesi Bassi e in Belgio, con alti rischi ambientali), importazione di eroina (grazie alla presenza della mafia turca), ... Tutto ciò porta a un'infiltrazione nell'economia legale o nello sport, con pressioni sui media: attacco armato contro il settimanale Panorama, un’auto incendiata e scagliata a ‘mo di ariete contro il giornale "De Telegraaf " (due casi del giugno 2018).

I sostenitori della cannabis hanno sempre sostenuto la tesi che la legalizzazione porrebbe fine alla tratta e ridurrebbe il crimine: possiamo dire che i fatti contraddicono la loro tesi? Ci sono effetti simili in altri Stati che hanno legalizzato l'uso di droghe "leggere"?
Innanzitutto, va notato che in Olanda la cannabis (in tutte le sue forme: erba, resina o olio) non è "legalizzata" ma regolamentata. I coffee shop che possono venderla devono ottenere una licenza speciale e il possesso è tollerato fino a pochi grammi. Il consumo è legale ma anche regolamentato, in particolare per proteggere i minori. Alcuni Sindaci, consapevoli delle possibilità di eccesso di tale regolamentazione, cerano di emettere ordinanze per limitare il più possibile queste conseguenze, in particolare l'arrivo di "turisti della droga" stranieri, spesso non ligi alle leggi olandesi e talvolta acquirenti di altri prodotti (cocaina, anfetamine, ...). In effetti, il crimine non è scomparso nei Paesi Bassi, nonostante questa tolleranza. Stessa cosa nella vicina Danimarca dove dal 1971, da quando la vendita di cannabis era tollerata nel quartiere Christiania di Copenaghen, una città autogestita con un migliaio di abitanti su 34 ettari, ma dove l'influenza della banda criminale degli Hells Angels è ora preponderante, con rammarico degli storici "hippy" del quartiere ...

Il 17 ottobre 2018, il Canada ha legalizzato la cannabis ricreativa, una legalizzazione troppo recente per trarre lezioni definitive. Tuttavia, il mercato nero conserva ancora una quota significativa del mercato, il che potrebbe essere dovuto alle difficoltà di fornitura legale e alla scarsa qualità dei prodotti offerti. Ma nel corso di quest'anno di legalizzazione, questa quota è gradualmente diminuita. C'è stato un aumento dei consumi, ma non è ancora chiaro se si tratti di una tendenza di fondo o di un fenomeno del tipo "prova a fumare” una sostanza precedentemente illegale. Negli Stati americani in cui l'uso di cannabis è stato legalizzato, alcuni studi dimostrano che il consumo rimane stabile, ma in calo per chi, soprattutto giovani, ne fa un "uso problematico" (aumento della dipendenza, arresti per piccoladelinquenza, abbandono di altre attività "sociali". ..). La polizia chiede anche una migliore vigilanza sulle aziende che offrono legalmente cannabis: la loro partecipazione a volte è nascosta da accordi finanziari in paradisi fiscali e alcune società sono collegate a persone identificate come vicine agli Hells Angels o alla Mafia.

Più in generale, le organizzazioni criminali stanno diversificando le loro offerte di cannabis offrendo confezioni "nuove" ma anche prodotti con un tasso di THC più elevato (il principale potere attivo della cannabis) (la media europea è compresa tra il 9 e il 12% per la marijuana e tra il 14 e il 21% per la resina, in costante aumento ogni anno ...).

(articolo di Stéphane Quéré, pubblicato su Atlantico del 22/12/2019)
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori