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Tre rondini per la libertà
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Il paese di alice di Redazione
4 aprile 2019 7:37
 
Le democrazie vanno male, un motivo per essere ansiosi. Ma le dittature vanno così bene? O, più esattamente, i regimi semi-autoritari che prevalgono o persistono in tutto il mondo. Tre rondini fragili hanno preso il volo di recente. Non fanno la primavera della libertà; ma mostrano che autocrati a vita che competono con i nostri vecchi regimi stanchi non sono tutto rose e fiori.

In Algeria, Abdelaziz Bouteflika, fino ad oggi appeso come una mummia nella sua presidenziale sedia e costretto a letto, è appena stato cacciato da una rivolta popolare e pacifica che ha visto l'esercito cedere alla piazza per mantenere l'essenziale. Niente è ancora stabilito. I soldati della coalizione opaca e disonesta del FLN (Fronte di Liberazione Nazionale) faranno di tutto per rimanere al loro posto. Ma ha dovuto abbandonare il controllo per la prima volta e fare fuori una sua parte una per salvare gli altri. Risultato fragile ma risultato lo stesso. Il futuro si sta aprendo per l'Algeria.

In Turchia, Recep Tayyip Erdogan, considerato inespugnabile, ha appena subito una serie di battute d'arresto pungenti nelle ultime elezioni comunali, anche perdendo la città grazie alla quale è stato promosso alla guida del Paese, Istanbul, rampa di lancio della sua ascesa. Niente è è ancora stabilito. L'opposizione è repressa, divisa, disperata. La religiosità turca è una garanzia per il partito del presidente. La paura del disordine può ancora dare al sultano turco un lungo contratto d'affitto. Ma la gente ha perso il fascino per l'imperioso islamista. Il futuro si sta aprendo per la Turchia.

In Venezuela, Nicolás Maduro resiste ancora, fino a quando l'ultimo venezuelano che rimane in un Paese in rovina e alla fame, dove i rivoluzionari non sono in grado di realizzare la “grande notte”, “la grande notte” ha prodotto blackout giganti. Niente è ancora stabilito. Supportato anche dai militari, riluttanti a lasciarsi andare, successore sordo a Chávez si aggrappa al potere a colpi di misure tiranniche, ma il giovane presidente dell'Assemblea continua la sua lotta, purtroppo rovinata dal supporto “da elefante” di Donald Trump. Il futuro si sta aprendo in Venezuela.

Così la democrazia che denigriamo quando ne beneficiamo continua a far sognare chi ne è privato. È come l'aria delle città. Ci lamentiamo che è inquinata. Ma se quell'aria finisce, soffochiamo.

(articolo di Laurent Joffrin, pubblicato sul quotidiano Libération del 04/04/2019)
 
 
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