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L'OTTO PER MILLE A DIRETTA GESTIONE STATALE 2007. OVVERO: UNA SPECIE SEMPRE PIU' IN VIA DI ESTINZIONE?
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La pulce nell'orecchio di Annapaola Laldi
1 marzo 2008 0:00
 
PREMESSA:
1. Questo resoconto dell'OPM 2007 e' strutturato in modo da tenere separata la parte informativa da quella delle osservazioni personali; queste ultime si trovano alla lettera C): UNO SGUARDO CRITICO.
In chiusura 4 APPENDICI che riportano, fra l'altro, i dati concernenti le istanze OPM statale 2007, le tabelle di confronto delle percentuali di assegnazione OPM statale dal 1998 al 2007 e la tabella delle scelte espresse in base alle quali e' stato distribuito l'OPM 2006.
 
2. Anche nel 2007 l'Otto per mille (da ora: OPM) e' stato destinato ai sette beneficiari, consueti da tempo, vale a dire allo Stato e a sei confessioni religiose (Chiesa cattolica, Chiese Valdesi e Metodiste, Unione delle Comunita' ebraiche italiane, Chiesa evangelica luterana in Italia, Assemblee di Dio in Italia, Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7mo giorno).
Pur essendo probabilmente gia' noto, vale pero' la pena ricordare che la ripartizione OPM effettuata nel 2007, per 6 beneficiari su 7 riguarda l'OPM dell'IRPEF relativo alle dichiarazioni presentate nel 2004 (redditi del 2003). Solo la Chiesa cattolica, in base alla L. 222/1985 scaturita dal nuovo Concordato del 1984, al privilegio di vedersi assegnato ogni anno (dal 1990) un congruo anticipo che poi viene conguagliato dopo tre anni, quando sono state calcolate le percentuali delle preferenze relative all'anno in questione.  
 
A) IL CROLLO DEI CONSENSI PROSEGUE
 
Dagli scarni dati ricevuti dal Ministero delle Finanze per l'anno di distribuzione OPM 2007 (denuncia redditi 2004, redditi 2003) si puo' solo constatare che in quest'anno la percentuale delle scelte espresse a favore dello Stato si e' fermata a quota 7,74% contro l'8,38% del 2006 (denuncia redditi 2003, redditi 2002). Lo Stato, quindi, risulta avere perso in un anno un altro 0,64% di consensi. Il passo del granchio continua costantemente dal 2000 (dichiarazioni del 1997) quando ricevette il 14,43% delle scelte espresse. Da allora, ha praticamente dimezzato le preferenze. Davvero un bel successo! Complimenti!
Su un'ipotesi che giustifichi questa caduta mi intratterro' nel punto C/b.
 
B) 2007: ANALISI DI UNA GESTIONE ANCORA MOLTO AL DI FUORI DALLA LEGGE 222/1985 e DPR 76/1998
 
a) Osservazioni generali
 
La prima impressione fornita dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 23.11.2007 (pubblicato G.U. n. 292 del 17.12.2007), e' che abbia rispettato la normativa dettata dal DPR 76/1998, almeno nel termine di emanazione, che scade il 30 novembre di ogni anno.
www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/pulce/ ALLEGATO 1 dpcm_231107.pdf

Ma, andando avanti con la lettura, si vede che ben poco c'e' rimasto di fedele allo spirito e allalettera della Legge 222/1985 e al DPR 76/1998 che stabilisce le norme della sua applicazione, in ottemperanza al nuovo Concordato del 1984. Infatti, da alcuni dei 9 "VISTO" che precedono la decretazione vera e propria, si apprende che la cifra OPM attribuita alla gestione diretta dello Stato subisce le seguenti decurtazioni:
5 milioni di euro (per effetto "dell'articolo1-quater, comma 4, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della Legge 3 dicembre 2004, n. 291);
e altri 35 milioni di euro (per effetto dell'articolo 1, comma 1233, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296) che, va detto subito, per effetto della stessa norma, torneranno a essere 80 milioni per il 2008 e il 2009 (come e' stato per l'OPM assegnato nel 2004, 2005 e 2006).
In tutto dunque, 40 milioni di euro sottratti di nuovo alla fonte alla gestione legale e legittima dell'OPM. Ragion per cui, invece dei circa 86 milioni di euro attribuiti allo stato, il DPCM 23.11.2007 ha amministrato soltanto 46.503.979,20.
E' bene aggiungere in questa sede due osservazioni.
La prima riguarda l'incertezza dei dati. Dall'OPM 2004, quando e' stato introdotto quello che io chiamo "l'autoscippo alla fonte", non e' piu' stato possibile reperire dati precisi al centesimo sulla reale consistenza iniziale dell'OPM, perche' le cifre fornite dal Ministero delle Finanze sono sempre leggermente diverse da quelle realmente attribuite ai beneficiari, stato compreso. Nel 2007, per esempio, la cifra fornita ufficialmente come definitiva e', per lo Stato, euro 85.904.624,18, che, dopo lo scorporo dei 40 milioni di euro, risulta essersi ridotta a euro 45.904.624,18. Ma perche', allora, il DPCM gestisce eutro 46.503.979,20, vale a dire euro 599.355,02 in piu'?
La seconda osservazione vuole ricordare che dell'attribuzione allo Stato fa parte la quota non espressa rifiutata da Valdesi e ADI pari a euro 9.462.155,44 (fonte gia' citata Ministero Finanze).
 
b) Dove i "beni culturali" (quasi equamente divisi fra civili e cattolici) la fanno da padroni e la "fame nel mondo" torna buona ultima
 
Entriamo dunque nel merito della distribuzione di questi superstiti euro 46.503.979,20. Osserviamo subito che la distribuzione del 2007 ricalca lo schema tradizionale seguito fino al 2005 che vede i "Beni culturali" fare la parte del leone, con un totale di spesa del 68,31%, e la "fame nel mondo" tornare a essere l'ultima ruota del carro col suo 1,11%. Ben le sta, dira' qualcuno, dopo l'abbuffata del 100% del 2006, quando le furono attribuiti ben 4.719.586,80 a finanziamento, sia pure talora parziale, di 25 progetti su 26. Che quest'anno si contenti di mezzo milione di euro per 4 progetti (di cui 3 finanziati parzialmente) su 25 validi, e se ne stia zitta. Che diamine!
Per quanto riguarda i "beni culturali" occorre specificare che, a parte uno 0,59% di spesa pari a 273.000 euro stanziato a favore di un bene legato alla religione ebraica, il resto della somma a disposizione e' stato piu' o meno equamente diviso fra beni relativi alla religione cattolica (circa 14 milioni di euro per il 31,39%) e beni civili (quasi 17 milioni di euro per il 36,33%). Rispetto alla maggior parte degli anni precedentiva osservato chela spesa per i beni civili, anche se di poco, ha superato, in assoluto e in percentuale, quella fatta per i beni cattolici, benche' gli interventi finanziati al culto cattolico siano due di piu' rispetto a quelle civili.
Nel 2007 fa un balzo in avanti l'impegno per l'"assistenza ai rifugiati" con una spesa che sfiora i 9 milioni e mezzo di euro e che rappresenta il 20,36% dell'intera gestione OPM, secondo solo all'anno 2000 quando fu stanziato per questa voce il 24,17%, (per una cifra pari a poco piu' di 10.000 euro). Infine, le "calamita' naturali" si attestano sul 10,22% con un finanziamento che si avvicina ai 5 milioni di euro, registrando un  notevole regresso rispetto alla media degli anni passati.
Detto questo non resta che stilare il
 
Riepilogo delle domande ammesse al finanziamento con l'OPM a diretta gestione statale:
 
Domande pervenute n. 1142, valide n. 749 (65,68%), finanziate n. 110 (di cui alcune solo parzialmente) (14,68%).
 
Interventi finanziati: 110
 
FAME NEL MONDO:
interventi n. 4 per complessivi euro 515.030,00 (1,11%)
 
CALAMITA' NATURALI:
interventi n. 10 per complessivi euro 4.750.970,20 (10,22%)
 
ASSISTENZA RIFUGIATI:
interventi n. 3 per complessivi euro 9.471.000,00 (20,36%)
 
CONSERVAZIONE BENI CULTURALI:
complessivamente interventi n. 93 per un toitale di euro 31.766.979, cosI' ripartiti:
a) a favore di proprieta' cattoliche (parrocchie, conventi, diocesi): interventi n. 47 per complessivi euro 14.397.409,00 (31,39%);
b) a favore di proprieta' ebraiche: interventi n. 1 per euro 273.000,00 (0,59%)
b) a favore di opere civili: interventi n. 45 per complessivi euro 16.896.570,00 (36,33%).
 
Per concludere questa panoramica vale la pena aggiungere, voce per voce, le cifre assolute e percentuali relative alle richieste valide e a quelle finanziate. Si rimanda all'APPENDICE 3 per le tabelle di confronto per le singole voci e i singoli anni di distribuzione OPM statale a partire dal 1998.
 
 
FAME NEL MONDO
Domande valide: n. per euro 4.502.298,94.
Interventi finanziati:n. 4 (di cui 3 solo parzialmente) per euro 515.030,00
(Accolto il 16% delle domande e l'11,44 dell'importo)
 
CALAMITA' NATURALI
Domande valide: 50 per euro 41.668.847,96
Interventi finanziati: n. 10 per euro 4.750.970,20
(Accolto il 20% delle domande e l'11,40% dell'importo)
 
 
ASSISTENZA AI RIFUGIATI
Domande valide: n. 17 per euro 8.326.701,90
Interventi finanziati: n. 3 per euro 9.471.000,00
(Accolto il 37,50% delle domande e il 47,12% dell'importo)
 
CONSERVAZIONE BENI CULTURALI
Domande valide: n. per euro 500.446.762,95
Interventi finanziati: n. 93 per euro 31.766.979,00
(Accolto il 13,96% delle domande e il 6,34% dell'importo).
 
 
C. UNO SGUARDO CRITICO
 
a) Prima di tutto mi sembra doveroso ricordare la prevaricazione che lo stato ha fatto ancora una volta sulla volonta' dei contribuenti che lo hanno scelto. Infatti, distribuendo ai beni legati alla religione cattolica ben il 31,39% del magro resto del proprio OPM (dopo l'autoscippo alla fonte), lo stato ha di nuovo ignorato il fatto incontrovertibile che chi sceglie esso stato lo fa quasi certamente nel segno di una totale laicita', in alternativa e concorrenza, per non dire opposizione, alle sei confessioni religiose che, oltre allo stato, formano il ventaglio di scelta dell'OPM. Inoltre, favorendo cosI' smaccatamente i beni legati alla confessione cattolica lo stato da', indirettamente, un ulteriore oggettivo finanziamento alla Chiesa cattolica, la quale riceve un proprio OPM che e' sempre 10 volte piu' grande di quello attribuito in prima battuta allo stato, ma, almeno quest'anno, ben 19 volte piu' grande della cifra gestita effettivamente dallo stato nello spirito della sua propria normativa. C'e' inoltre da dire che nel 2007 circa 9 milioni e mezzo di euro sono stati riversati nell'OPM statale grazie alla Chiesa valdese e alle ADI, che non usufruiscono della quota non espressa. Anche alla luce di questa realta' ci si continua a chiedere se sia davvero lecito e corretto dare ai beni cattolici oltre il 30% di questa cifra versata, appunto, da altre confessioni religiose.
 
b) Perche' i contribuenti scelgono sempre meno lo stato come destinatario dell'OPM?
Un primo motivo del crollo di consensi, che ha inizio con l'OPM distribuito nel 2003 (10,35%) e nel 2004 (10,28%), che corrispondono alle dichiarazioni IRPEF del 2000 e del 2001, potrebbe essere legato all'uso disinvolto dell'OPM da parte dei governi di allora.
Infatti, nel 2000 i contribuenti avevano gia' potuto notare che l'OPM era considerato dal Governo come un pozzo di san Patrizio, a cui attingere liberamente per le piu' svariate esigenze del tutto al di fuori della normativa dettata dalla L. 222/1985 e DPR attuativo (76/1998). Negli anni dal 1998 al 2000, col sistema dei decreti legge, era stato stornato dai suoi fini statutari rispettivamente il 79,90%, lo 82,74% e il 57,10% dell'OPM statale. In particolare, nel 1999 la maggior parte di queste distrazioni per decreto legge era stata convogliata a sostegno dell'intervento militar-umanitario nel Kosovo e in Macedonia, e nel 2000 per finanziare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace. Il che aveva attirato gia' delle critiche in sede di commissioni parlamentari. La tendenza fu confermata nel 2001, quando al finanziamento alle missioni militari si aggiunse quello alle forze di polizia italiana in Albania. Stupisce, allora, che nei contribuenti si sia creata una disaffezione nei confronti della gestione OPM statale e che quindi siano calate le preferenze nelle denunce dei redditi dal 2000 al 2004? No, non mi pare che ci si possa stupire.
Ed evidentemente non e' valso a riportare fiducia neppure il fatto che nel 2002 e 2003 (dichiar. redditi 1999 e 2000) tutto l'OPM statale sia stato speso per gli scopi voluti dalla legge. Anche perche', subito dopo, alla fine del 2003, la Finanziaria 2004 ha reso pubblico e codificato quello che io chiamo "scippo alla fonte" dell'OPM statale nella misura della cifra di 80 milioni di euro dal 2004 al 2006 compreso.
Inoltre, nonostante la pessima prova data da questo andazzo, anche il governo Prodi l'ha
confermato nella tormentata finanziaria 2007, sia pure con una piccola correzione proprio per il 2007. Infatti, nel comma 1233 del famigerato art 1 (e unico) della Legge 296/2006 "Manovra 2007", si legge: "Il comma 69 dell'articolo 2 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, e' sostituito dal seguente: '69: L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), e' ridotta di 35 milioni di euro per l'anno 2007 e di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009". Dunque, per il 2007 lo scippo si e' limitato a 35 milioni di euro, ma nel 2008 e 2009 si riattestera' agli 80 milioni di euro. Ammesso che l'OPM statale, di disaffezione in disaffezione, arrivi a questa cifra!
Un secondo motivo di disaffezione puo' essere dato dal fatto che una gran parte dei resti dell'OPM statale, quelli spesi secondo la sua propria normativa, siano stati devoluti a opere legate al culto religioso, in particolare cattolico (restauro di chiese, vescovadi, conventi, campanili, ecc. ecc.), regalando cosI' alla Chiesa cattolica, che di OPM prende quasi dieci volte piu' dello Stato, anche una bella fetta del magro OPM statale.
 
c) Infine bisogna dire: Basta con l'ipocrisia! Lo Stato deve decidersi: o rispetta la legge istitutiva dell'OPM e lo usa per gli scopi designati, oppure che abbia il coraggio di rivedere il Concordato e, quindi, gli articoli 47 e 48 della L. 222/1985, la' dove si prevede la sua partecipazione alla spartizione dell'OPM e la distribuzione di tutto l'OPM, anche della quota non espressa.
Questo sostengo per due motivi:
il primo e' che la necessita' della partecipazione dello Stato alla spartizione dell'OPM e' venuta meno fin dal 1985, quando, in sede di discussione alla Camera della L. 222/1985, fu approvato l'ordine del giorno dei radicali, che impegnava il Governo a distribuire l'OPM anche alle confessioni che avrebbero stipulato le intese ai sensi dell'art. 8 della Costituzione;
il secondo motivo sta nel reiterato bisogno urgente di denaro che lo Stato ha per far fronte ai suoi impegni che sono volti, fra l'altro, ad assicurare la fruizione di una serie di diritti di base ai suoi cittadini e contribuenti. Questo bisogno di denaro e' bene espresso da quello che io chiamo l'"autoscippo" del suo OPM. Lo Stato ha bisogno, per le spese "normali", anche di quegli "spiccioli" del suo OPM. E se invece di 80 milioni di euro potesse incassarne, che dico, 800? Non sarebbe meglio per tutti? Prima di fare l'elemosina alle confessioni religiose, e in particolare alla Chiesa cattolica che da sola, adesso, incassa una somma dieci volte piu' elevata di quella dello Stato, non e' giusto e doveroso che lo Stato garantisca direttamente il massimo di servizi ai suoi cittadini e ai suoi ospiti? Prima di far costruire a un'associazione religiosa un rifugio per i senzatetto, non sarebbe meglio se lo Stato desse un tetto a piu' gente possibile? E l'elenco delle situazioni si puo' allungare a piacere.
Come starebbero le cose allora e quanto potrebbe riprendere lo Stato, se l'OPM fosse distribuito esclusivamente secondo la quota espressa?
Facciamo un po' di calcoli seguendo gli ultimi dati reperiti che sono ancora quelli relativi alla distribuzione OPM del 2006 (denunce redditi 2003, redditi 2002) (vedere APPENDICE 4).
Su un totale di 40.208.003 contribuenti, le scelte espresse valide erano 15.892.337, vale a dire il 39,52%. Se togliamo la quota attribuita allo Stato (3,31% rapportata al totale dei contribuenti), si arriva al 36,21% che e' quanto totalizzano le sei confessioni religiose, sempre in rapporto al totale dei contribuenti.
Seguendo il modello da me proposto, questa fetta dell'OPM verrebbe distribuita ai beneficiari indicati dai contribuenti, mentre cio' che rimane, vale a dire, il 63,79% tornerebbe allo Stato.
Tradotto in cifre assolute (fonte ministero del tesoro): ammontare OPM 2006: 963.318.103,55; il 63,79% corrisponde a euro 614.500.6182,25. Altro che ottantacinque miserabili milionucci!!
 
APPENDICI
 
1. All'indirizzo (clicca qui)
attualmente (27 febbraio 2008) e' possibile ancora scaricare il testo del DPCM 23.11.2007 e gli elenchi relativi alle domande rigettate e valide.
 
 
2. La situazione delle istanze OPM statale nel 2007
Domande pervenute:       n. 1.142
Domande non in regola:    n.      64 
Domande con par. sfav.:   n.    329
Totale dom. rigettate :     n.   393 (34,41% delle domande ricevute)
Domande valide:             n.    749 (65,58% delle domande ricevute)
 
Domande finanziate        n.   110 (14,68% delle domande valide)   
 
 
[(domande oltre i termini: n. 35; carenti ex art. 3 c.1: n. 7; carenti ex art. 3 c.2: n. 13; escluse dall'istruzione del Dipartimento n. 9; totale domande non in regola: n. 64); domande con parere sfavorevole: n. 329; totale generale domande rifiutate: n. 393].
 
 
 
3. Tabella di confronto delle percentuali di assegnazione dal 1998 al 2006
 
(le percentuali sono calcolate sul totale dello stanziamento OPM statale gestito con DPCM e sono desunte dalle TABELLE OPM degli stessi anni)
(clicca qui) :
 
CONSERVAZIONE BENI CULTURALI:
Anno 1998: Opere civili: 48,65%; beni cattolici: 24,50%;
Anno 1999: beni cattolici: 46,35%; opere civili: 42,76%
Anno 2000: opere civili: 33,20%; beni cattolici: 29,03%; beni ebraici: 0,11%;
Anno 2001: opere civili: 43,92%; beni cattolici: 32,43%; beni ebraici: 0,60%;
beni valdesi: 1,20%;
Anno 2002: Opere civili: 36,91%; beni cattolici: 33,36%; beni ebraici: 0,29%;
Anno 2003: Beni cattolici: 36,46%; opere civili: 26,72%;
Anno 2004: Beni cattolici: 46,84%; opere civili: 20,83%
Anno 2005: Beni cattolici: 39,88%; opere civili: 26,96%
Anno 2006: Beni culturali: 0% (cosi' e')
Anno 2007: Beni cattolici: 31,39%; beni ebraici: 0,59%; opere civili: 36,33%
 
 
FAME NEL MONDO:
Anno 1998: 11,68%
Anno 1999: 0,44%
Anno 2000: 0% (cosi' fu!)
Anno 2001: 1,51%
Anno 2002: 2,62%
Anno 2003: 2,52%
Anno 2004: 4,44%
Anno 2005: 3,98%
Anno 2006: 100%
Anno 2007: 1,11%
 
 
CALAMITA' NATURALI:
Anno 1998: 13,31%
Anno 1999: 8,05%
Anno 2000: 13,49%
Anno 2001: 11,26%
Anno 2002: 18,12%
Anno 2003: 25,7%
Anno 2004: 24,73%
Anno 2005: 23,92%
Anno 2006: 0% (cosi' e')
Anno 2007: 10,22%
 
ASSISTENZA RIFUGIATI:
Anno 1998: 1,86%
Anno 1999: 2,4%
Anno 2000: 24,17% (Tutto al Ministero dell'Interno per un "Progetto pilota")
Anno 2001: 9,08% (Tutto come sopra per seconda fase "progetto pilota")
Anno 2002: 8,70% (prosecuzione stesso progetto; gestione passata all'ANCI)
Anno 2003: 8,60%. (idem come sopra)
Anno 2004: 3,16% (tre progetti diversi rispetto agli anni 2000-2003).
Anno 2005: 5,26% Anno 2006: 0% (cosi' e').
Anno 2007: 20,36%.
 
 
4. Tabella delle scelte espresse
    Anno di distribuzione 2006  (denunce redditi 2003, redditi 2002)
 
RIPARTIZIONE DELLE SCELTE ESPRESSE DAI CONTRIBUENTI NELLE DICHIARAZIONI PRESENTATE NELL'ANNO 2003 PER IL 2002
 
ANNO DI RIFERIMENTO                  2003 per 2002
 
 
TOTALE DICHIARANTI                40.208.003
 
- con scelta espressa                    16.552.140   41,17%
- con scelta non espressa             23.655.863    58,53 %                            
 
 
TOTALE SCELTE ESPRESSE     16.552.140
 
- regolari                                        15.892.337    96,01% (39,52% sul totale contribuenti)
- con anomalie                                   659.803      3,99% (1,64%     "      "            "           )
 
 
TOTALE SCELTE REGOLARI      15.892.337    (39,52% sul totale contribuenti)
 
- Stato                                                 1.331.298        8,38% (3,31% sul totale contribuenti)
- Chiesa Cattolica                             14.169.481      89,16% (35,24 sul totale contribuenti)
- Unione ch. cris. avv. del 7° giorno        35.046         0,22% (0,08%      "              "         )
- Assemblee di Dio in Italia                     30.626         0,19% (0,07% "      "              "        )
- Chiese valdesi                                    220.865         1,39% (0,55% "      "              "        )    
- Chiesa Luterana in Italia                      42.533         0,27%   (0,11% "       "              "       )
- Un. Com. ebraiche in Italia                   62.488         0,39%   (0,16% "       "             "        )
 
(a cura di Annapaola Laldi)
 
 
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AVVERTENZE. Quotidiano dell'Aduc registrato al Tribunale di Firenze n. 5761/10.
Direttore Domenico Murrone
 
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