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L'OTTO PER MILLE DELLO STATO 2005. OVVERO: SIAMO AGLI SGOCCIOLI?
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La pulce nell'orecchio di Annapaola laldi
1 maggio 2006 0:00
 
Anche nel 2005 l'Otto per mille (da ora: OPM) e' stato destinato ai sette beneficiari, consueti da tempo, vale a dire allo Stato e a sei confessioni religiose (Chiesa cattolica, Chiese Valdesi e Metodiste, Unione delle Comunita' ebraiche italiane, Chiesa evangelica luterana in Italia, Assemblee di Dio in Italia, Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7mo giorno).
Pur essendo probabilmente gia' noto, vale pero' la pena ricordare che la ripartizione OPM effettuata nel 2005, per 6 beneficiari su 7 riguarda l'OPM dell'IRPEF relativo ai redditi del 2001 (dichiarazioni presentate nel 2002); solo alla Chiesa cattolica, in base alla L. 222/1985 scaturita dal nuovo Concordato del 1984, viene assegnato ogni anno (dal 1990) un congruo anticipo che poi viene conguagliato dopo tre anni, quando sono state calcolate le percentuali delle preferenze.


LA FOTOGRAFIA DI UN CROLLO

Secondo i dati ufficiali (vedere tabella in appendice), le scelte espresse valide al fine della ripartizione dell'OPM 2005 (dichiarazioni 2002) sono state 15.419.479, che, in percentuale riferita al totale dei 39.308.240 contribuenti, significa il 39,22%.
Lo Stato ha ricevuto 1.334.209 preferenze, che fanno l'8,65% delle scelte espresse
(ma solo il 3,39% del totale dei dichiaranti), che rappresenta un netto calo rispetto al 2004, quando aveva avuto il 10,28% delle scelte espresse. Ancora piu' evidente il calo rispetto al 2001 (dichiarazioni del 1998), quando aveva ricevuto il13,36% di preferenze e al 2000 (dichiarazioni del 1997), quando era stato indicato dal 14,43%.


UNA GESTIONE IN GRAN PARTE FUORI DALLA NORMATIVA

Per cercare di capire il perche' di questo ulteriore crollo di quasi due punti percentuali fra l'OPM 2005 e 2004 bisogna andare indietro nel tempo, all'epoca, appunto, in cui furono fatte quelle dichiarazioni dei redditi, il 2001 e il 2002.
Ci si puo' dunque chiedere se alla base della disaffezione sempre piu' pronunciata verso l'OPM statale ci sia il fatto che fin dall'inizio la normativa OPM (DPR. 76/1998) non e' stata rispettata ed esso e' stato considerato un utile pozzo a cui attingere per le piu' svariate necessita' col sistema dei Decreti Legge. Per fare un esempio, le cosiddette "missioni di pace" in Albania e nel Kosovo furono finanziate coi soldi dell'OPM statale del 1999, 2000 e 2001; fra il 1998 e il 2001 piu' della meta' dell'OPM (dal 57,10% del 2000 al 79,90 del 1998) e' stato gestito al di fuori dei suoi propri binari, che sono quelli del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM).
Solo negli anni 2002 e 2003 (dichiarazioni dei redditi del 1999 e 2000) tutta la somma OPM e' stata gestita come legge comanda, cioe' con il DPCM, che l'ha ripartita, sia pure in modo criticabile, fra iniziative legate ai quattro scopi previsti dall'art. 2 del DPR 76/1998: fame nel mondo, assistenza ai rifugiati, calamita' naturali e conservazione dei beni culturali.
Ma nel 2004
, si torna alle vecchie cattive abitudini per effetto della L. 24.12.2003, n. 350, la cosiddetta "Finanziaria 2004", che scippa per tre anni all'OPM statale 80 milioni di euro annui per rimetterli nel "calderone" delle spese generali. E siamo all'attualita'.


LA GESTIONE DEL 2005

Un vero disastro, ovviamente, a causa dello scippo annunciato, ma anche sul piano del rispetto delle regole piu' semplici, quale la data di emanazione del DPCM. Infatti, il DPR 76/1998 prevede come termine estremo di emanazione del DPCM il giorno 30 novembre di ciascun anno (del 2005, in questo caso); questa volta, invece si e' slittati addirittura alla fine di gennaio del 2006. Infatti a ripartire la quota dell'OPM per l'anno 2005 e' il DPCM 30.1.2006 (pubbl. su G.U. n. 54 del 6.3.2006).


Non solo. Come, del resto nel DPCM 23.11.2004, anche in quello del 30.1.2006, manca un'indicazione importante, e cioe' la menzione della somma totale dell'OPM attribuita allo Stato per quel dato anno, che invece e' sempre figurata in tutti gli altri decreti dal 1998 al 2003.
In ambedue gli ultimi decreti, invece, dopo una serie di "visto." che fanno ridere, perche' poi si fa l'esatto contrario, si indica solo la legge che prevede la riduzione di 80 milioni annui dell'OPM statale, e poi si salta alla cifra rimanente che viene gestita dal DPCM.
Per sapere quanto e' stato attribuito inizialmente, bisogna fare la somma da noi: 80 milioni piu', per quest'anno, 11.812.067,37, che e' la cifra gestita secondo il DPR 76/1998.
Quindi: 91.812.067,37? (Nel 2004, risultavano altrettanto misteriosamente 111.517.592,00, di cui 20.517.592,00 gestiti con DPCM).

Se si passa poi alla distribuzione di questa esigua cifra: 11.812.067,37, che rappresenta il 12,86% (l'anno scorso era il 20,41%) del presunto totale, i risultati sono questi:

Domande pervenute: n. 1512, valide n. 808, finanziate n. 58

FAME NEL MONDO:
interventi n. 3 per complessivi euro 470.000,00 (3,98%)

CALAMITA' NATURALI:
interventi n. 3 per complessivi euro 2.826.000,00 (23,92%)

ASSISTENZA RIFUGIATI:
interventi n. 3 per complessivi euro 620.967,37 (5,26%)

CONSERVAZIONE BENI CULTURALI:
a) a favore di beni cattolici, di cui molti di proprietà della Chiesa cattolica
(parrocchie, conventi, diocesi): interventi n.31 per complessivi euro 4.711.000,00 (39,88%);
b) a favore di opere civili: interventi n. 18 per complessivi euro 3.184.100,00 (26,96%)

(N.B. Per la conservazione dei beni culturali, gli interventi complessivi sono stati 49 per una spesa generale di euro 7.895.100,00, pari al 66,84% dell'OPM ripartito con DPCM).

(N.B. questi valori sono un aggiornamento rispetto alla prima stesura dell'articolo, dovuto a una ricerca più approfondita
sulla proprietà e l'uso di alcuni beni;per le spiegazioni dei motivi che hanno portato alla modifica si rimanda a:
clicca qui


CONFRONTO tra le percentuali di assegnazione dal 1998 al 2005

(le percentuali sono calcolate sul totale dello stanziamento OPM statale gestito con DPCM e sono desunte dalle TABELLE OPM degli stessi anni)
(clicca qui ):

CONSERVAZIONE BENI CULTURALI:
Anno 1998: Opere civili: 48,65%; beni cattolici: 24,50%;
Anno 1999: beni cattolici: 46,35%; opere civili: 42,76%
Anno 2000: opere civili: 33,20%; beni cattolici: 29,03%; beni ebraici: 0,11%;
Anno 2001: opere civili: 43,92%; beni cattolici: 32,43%; beni ebraici: 0,60%;
beni valdesi: 1,20%;
Anno 2002: Opere civili: 36,91%; beni cattolici: 33,36%; beni ebraici: 0,29%;
Anno 2003: Beni cattolici: 36,46%; opere civili: 26,72%;
Anno 2004: Beni cattolici: 46,84%; opere civili: 20,83%
Anno 2005: Beni cattolici: 39,88%; opere civili: 26,96%

FAME NEL MONDO:
Anno 1998: 11,68%
Anno 1999: 0,44%
Anno 2000: 0% (cosi' fu!)
Anno 2001: 1,51%
Anno 2002: 2,62%
Anno 2003: 2,52%
Anno 2004: 4,44%
Anno 2005: 3,98%

CALAMITA' NATURALI:
Anno 1998: 13,31%
Anno 1999: 8,05%
Anno 2000: 13,49%
Anno 2001: 11,26%
Anno 2002: 18,12%
Anno 2003: 25,7%
Anno 2004: 24,73%
Anno 2005: 23,92%

ASSISTENZA AI RIFUGIATI:
Anno 1998: 1,86%
Anno 1999: 2,4%
Anno 2000: 24,17% (Tutto al Ministero dell'Interno per un "Progetto pilota")
Anno 2001: 9,08% (Tutto come sopra per seconda fase "progetto pilota")
Anno 2002: 8,70% (prosecuzione stesso progetto; gestione passata all'ANCI)
Anno 2003: 8,60%. (idem come sopra)
Anno 2004: 3,16% (tre progetti diversi rispetto agli anni 2000-2003).
Anno 2005: 5,26%


APPENDICE

OTTO PER MILLE 2005

RIPARTIZIONE DELLE SCELTE ESPRESSE DAI CONTRIBUENTI (IRPEF) DELL'ANNO 2002 (REDDITI 2001)

TOTALE DICHIARANTI: 39.308.240
- con scelta espressa 16.129.267 (41,03%)
- con scelta non espressa 23.178.973 (58.97%)

TOTALE DICHIARANTI 16.129.267
- regolari 15.419.479 (95,60%)
- con anomalie 709.788 (4,40%)


TOTALE CON SCELTE REGOLARI 15.419.479 (39,22% totale contribuenti)
- Stato 1.334.209 (8,65%) (3,39% su tot. contr.)
- Chiesa cattolica 13.696.209 (88,83%) (34,84% su tot. contr.)
- Unione Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno 38.649 (0,25%) (0,10% su tot. contr.)
- Assemblee di Dio in Italia 30.143 (0,20%) (0,07 su tot. contr.)
- Chiese Valdesi 204.055 (1,32%) (0,54% su tot. contr.)
- Chiesa Luterana in Italia 45.295 (0,29%) (0,11% su tot. contr.)
- Unione Comunita' Ebraiche in Italia 70.566 (0,46%) (0,17% su tot. contr.)

N.B. Per effetto di un 4,4% di scelte espresse anomale, la percentuale effettiva delle scelte espresse su cui si sono calcolate le indicazioni dei contribuenti scende al 39,22%.
 
 
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