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LA GESTIONE DELL'OTTO PER MILLE DELLO STATO/3-1
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La pulce nell'orecchio di Annapaola Laldi
1 maggio 2007 0:00
 
DAL 1998 AI NOSTRI GIORNI

A) La gestione dell'OPM statale fuori dalla normativa prevista dal DPR 76/1998


Questo capitolo del Dossier OPM si articola nel modo seguente:

1 - PREMESSA
2 - IL DPR 76/1998: UNA NORMATIVA MOLTO IGNORATA
3 - APPENDICE


1 - PREMESSA
Dopo aver spiegato perche' esiste un OTTO PER MILLE (OPM) a diretta gestione statale (clicca qui ) e come questo meccanismo dovrebbe funzionare, secondo la sua propria normativa (DPR 76/1998 e succ. mod. del DPR 250/2002) (clicca qui ), passiamo adesso a vedere come sono state effettivamente gestite le somme dell'OPM dell'IRPEF destinate allo Stato.
Giovera' ricordare, in questa sede, che l'OPM assegnato allo Stato attualmente ha, per cosi' dire, due sorgenti: quella che scaturisce dalle indicazioni dei contribuenti e quella che nasce dall'attribuzione allo Stato delle quote non espresse dei Valdesi e delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), in quanto queste due confessioni cristiane accettano solo la quota espressa. E, anche se e' vero che i Valdesi hanno firmato proprio nella primavera 2007 una modifica alla loro Intesa nel senso di una loro partecipazione anche alla ripartizione della quota non espressa, e' pur vero che tale modifica potra' andare in vigore soltanto dal momento della sua ratifica da parte delle Camere; il che significa quindi che, prima di incassare anche la quota non espressa, i Valdesi dovranno comunque attendere quattro anni da quello della ratifica, e questo per il noto sistema per cui, per esempio nel 2007, si distribuisce l'OPM relativo all'IRPEF del 2003 (denuncia del 2004). Come e' altresi' noto, soltanto la Chiesa cattolica sfugge a questo sistema, in quanto ad essa, per disposizione della L. 222/1985, viene pagato ogni anno (dal 1990) un congruo anticipo che viene successivamente conguagliato.

Venendo dunque alla gestione dell'OPM statale occorre fare un intervento articolato, anche per motivi di praticita' e leggibilita' dei dati. Infatti tale quota OPM e' (stata) gestita in gran parte senza tenere conto delle direttive della L. 222/1985 (art. 47 e 48) e del DPR 76/1998 che da esse scaturisce (e a nulla sono valsi i rilievi di deputati e senatori delle commissioni parlamentari, peraltro consultive, di cui si riporta in appendice, a mo' di esempio, quello dell'on. A. Monticone nel 2000). Dividiamo percio' la materia in due parti pubblicate separatamente: A) la gestione OPM fuori dalla sua propria normativa, B) la gestione secondo la normativa. Alla fine ci sara' un terzo capitoletto: C) uno sguardo sugli aspiranti beneficiari, in cui si esamineranno i dati relativi alle domande indirizzate allo Stato, quelle considerate non valide e quelle considerate valide, e, infine, quelle che hanno ricevuto il finanziamento sperato.


2 - IL DPR 76/1998: UNA NORMATIVA MOLTO IGNORATA

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri . visto l'art. 48 della L. 222/1985 . visto il DPR 76/1998 . fa come gli pare"
. Questo potrebbe essere il riassunto della gestione dell'OPM statale per tutti gli anni dal 1998 al 2006, fatta eccezione per il 2002 e il 2003. Infatti, a parte questi due anni, in cui tutta la somma e' stata destinata agli interventi previsti dalla normativa vigente (fame nel mondo; calamita' naturali; assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali), in tutti gli altri anni (1998-2001 e dal 2004 in poi) la quota dell'OPM statale e' stata utilizzata largamente al di fuori della normativa dettata dal DPR 76/1998, ed e' stata considerata un comodo pozzo di san Patrizio, a cui i diversi governi hanno attinto per bisogni piu' o meno impellenti, ma sempre al di fuori, appunto, della normativa vigente.
Dal 1998 al 2001 lo strumento degli storni e' stato quello dei decreti legge registrati coscienziosamente nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) con la somma originaria attribuita allo Stato e gli eventuali assestamenti di bilancio. Dal 2004, invece, il comma 69 dell'art. 2 della L. 24.12.2003, n. 350, la cosiddetta "Finanziaria 2004", ha disposto che dall'OPM statale del 2004,2005 e 2006, si sarebbero dovuti defalcare, per cosi' dire, "alla fonte" 80 milioni di euro, ragion per cui nell'apposito capitolo del Tesoro dedicato all'OPM non e' piu' iscritta la somma effettivamente toccata allo Stato, ma soltanto il "resto", che, di anno in anno, si fa piu' misero. E' cosi' che anche il DPCM non riporta piu' la cifra che viene attribuita allo Stato dalle scelte espresse e non espresse (piu', come abbiamo detto, dalle quote non espresse dei Valdesi e delle ADI), ma, appunto, solo la cifra effettivamente gestita secondo il DPR 76/1998. Di conseguenza, se vogliamo sapere quanto e' stato attribuito allo Stato bisogna fare noi dei conti per deduzione . sperando che tornino.
Le cose non miglioreranno neppure in futuro, in quanto anche l'attuale governo, nella tormentosa e tormentata finanziaria 2007, ha ribadito questo prelievo "alla fonte", limitandolo a 35 milioni di euro per il 2007, ma riportandolo a 80 milioni (se ci saranno!!!) per il 2008 e 2009. Ecco il testo del comma 1233 del famigerato art 1 (e unico) della Legge 296/2006 "Manovra 2007":
"Il comma 69 dell'articolo 2 della L. 24 dicembre 2003, n. 350, e' sostituito dal seguente: '69:
L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 47, secondo comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, relativamente alla quota destinata allo Stato dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), e' ridotta di 35 milioni di euro per l'anno 2007 e di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009".

Passiamo adesso ad analizzare, anno per anno, quelli che io, benevolmente, chiamo "storni" e, malevolmente, "autoscippi", avvertendo che per gli anni 1998-2001 le cifre sono fornite in milioni di lire con conversione in euro.

ANNO 1998 (dichiarazioni del 1995 per i redditi del 1994)
OPM assegnato allo Stato: Lire 175.201 (euro 90.483.765,18)
Decurtazione con Decreti Legge: Lire 140.000 (euro 72.303.965,87) (79,90%)
Resto per spese secondo normativa: Lire 35.201 (euro 18.179.799,31) (20,10%).
[I Decreti Legge furono 3, e precisamente:
1. D.L. 30.1.1998, n. 6 (convertito in Legge 30/3/1998, n. 61): Interventi zone terremotate Marche e Umbria
Lire 35.000 (euro 18.075.991,47);
2. D.L. 17.2.1998, n. 23 (conv. in Legge 8.4.1998, n. 94): sperimentazioni cliniche oncologiche
Lire 5.000 (euro 2.582.284,50);
3. D.L. 11.6.1998, n. 180 (conv. in Legge 3.8.1998, n. 267):Interventi disastro franoso zone Campania
Lire 100.000 (euro 51.645.689,91)].

ANNO 1999 (dichiar. 1996 per i redd. 1995)
OPM assegnato allo Stato: Lire 201.240 (euro 103.931.786,37)
Decurtazione con Decreti Legge: Lire 166.500 (euro 85.990.073,70) (82,74%)
Resto per spese sec. normativa: Lire 34.740 (euro 17.941.712,67) (17,26%)
[I Decreti Legge furono ancora 3, e precisamente:
1. D.L. 28.1.1999, n. 12 (conv. in Legge 29.3.1999, n. 77): disposizioni urgenti relative a missioni di internazionali di pace:
Lire 40.000 (euro 20.658.275,97)
2. D.L. 21.4.1999, n. 110 (conv. in Legge 18.6.1999, n. 186): Autorizzazione all'invio in Albania e in Macedonia di contingenti italiani nell'ambito della NATO per compiti umanitari e di protezione militare, nonche' rifinanziamento del programma di aiuti italiani all'Albania e di assistenza ai profughi:
Lire 100.000 (euro 51.645.689,91);
3. D.L. 13.5.1999, n. 132 (conv. in Legge 13.7.1999,, n. 226): Interventi urgenti in materia di protezione civile:
Lire 26.500 (euro 13.686.107,83)].

ANNO 2000 (dichiar. 1997 per i redd. 1996)
OPM assegnato allo Stato: Lire 192.745,716 (euro 99.544.854,80)
Decurtazione con Decreti Legge: Lire 110.000,000 (euro 56.810.258,90) (57,10%)
Resto per spese sec. normativa: Lire 82.745,716 (euro 42.734.595,90) (42,90%)
[Un unico Decreto Legge:
D.L. 7.1.2000, n. 1 (conv. in Legge 7.3.2000, n. 44): Disposizioni urgenti per prorogare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace
Lire 110.000 (euro 56.810.258,90)].

ANNO 2001 (dichiar. 1998 per i redd. 1997)
OPM assegnato allo Stato: Lire 216.478,708 (euro 111.801.922,25)
Decurtazione con Decreti legge: Lire 150.250,000 (euro 77.597.649,09) (69,46%)
Resto per spese sec. normativa: Lire 66.228,708 (euro 34.204.273,16 ) (30,54%)
(Un unico Decreto Legge:
D.L. 29.12.2000, n. 393 (conv. in Legge 28.2.2001, n. 27): proroga della partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace, nonche' dei programmi delle Forze di polizia italiane in Albania
Lire 150.250 (euro 77.597.649,09)

ANNO 2002(dichiar. 1999 per i redd. 1998)
OPM assegnato allo Stato: euro 99.229.249,00 tutto distribuito secondo la normativa

ANNO 2003(dichiar. 2000 per i redd. 1999)
OPM assegnato allo Stato: euro 101.458.441,64 tutto distribuito secondo la normativa

ANNO 2004(dichiar. 2001 per i redd. 2000)
OPM assegnato allo Stato (per deduzione): euro 100.517.592,00
Decurtazione alla fonte: euro 80,000.000,00 (87,14%)
Resto gestito secondo la normativa: euro 20.517.592,00 (20,41%)
[la decurtazione "alla fonte" e' ai sensi del comma 69 art. 2 della L. 24.12.2003, n. 350]

ANNO 2005(dichiar. 2002 per i redd. 2001)
OPM assegnato allo Stato (per deduzione): euro 91.812.067,37
Decurtazione alla fonte: euro 80.000.000,00 (87,14%)
Resto gestito secondo la normativa: euro 11.812.067,37(12,86%)
[decurtazione "alla fonte" come sopra]

ANNO 2006(dichiar. 2003 per i redd. 12002)
OPM assegnato allo Stato (per deduzione): euro 89.719.586,80
Decurtazione alla fonte: euro 85.000.000,00 (94,74%)
Resto gestito secondo la normativa: euro 4.719.586,80 (5,26%)
[Qui abbiamo due decurtazioni "alla fonte". La prima, di 80 milioni, come sopra; la seconda, di 5 milioni per effetto dell'art. 1 quater, comma 4 del D.L. 5.10.2004, n. 249, conv. in legge con modifiche dall'art. 1 della L. 3.12.2004, n.291].

(aggiornamento al 26 aprile 2007)


3 - APPENDICE
Si riporta qui l'intervento dell'on. Alberto Monticone tenuto il 12 ottobre 2000 in sede di Commissione Pubblica Istruzione alla Camera a proposito della bozza di Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alla gestione dell'OPM statale dell'anno 2000 (dich. Red. 1997 per i redditi del 1996).
"Il relatore MONTICONE illustra lo schema di decreto in titolo, osservando anzitutto che, da un punto di vista metodologico, esso rispecchia abbastanza fedelmente le indicazioni espresse dal Parlamento ed in particolare dalla Commissione negli anni passati. Lo schema suddivide infatti i finanziamenti per aree geografiche, con un apprezzabile sforzo di equilibrio nel ponderare le regioni in termini demografici e dimensionali e nel considerare le domande pervenute dagli specifici ambiti territoriali. Addirittura, e' stato adottato un algoritmo che, nel determinare i parametri di assegnazione, tenesse conto di due dati obiettivi quali la popolazione residente e il numero delle istanze presentate. Inoltre, la ripartizione dei fondi destinati ai beni culturali e' stata compiuta con l'obiettivo di non disperdere i finanziamenti, concentrandoli al contrario su un numero piu' ridotto di progetti che rivestissero tuttavia un rilievo incontrovertibilmente significativo. Nel valutare positivamente tale inversione di tendenza rispetto al passato, il relatore esprime altresi' apprezzamento per la decisione di includere i beni librari e archivistici fra i beni culturali cui destinare i fondi in questione. Rimangono tuttavia, a suo giudizio, due ordini di perplessita': anzitutto, non sono sufficientemente chiariti i motivi per cui alcuni interventi, che pure avevano registrato il parere favorevole delle amministrazioni competenti, non sono stati finanziati; inoltre, appare stupefacente che fra le domande non accolte perche' non pervenute nei termini ve ne siano molteplici di organi periferici del Ministero per i beni e le attivita' culturali quali le sovrintendenze.
Quanto poi al merito del provvedimento, egli rileva con compiacimento che i fondi disponibili siano piu' consistenti rispetto agli anni passati. Non puo' essere tuttavia sottaciuto il fatto che, dall'originario stanziamento pari a 200 miliardi, siano stati sottratti 110 miliardi per prorogare la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace. Tali missioni, benche' facciano senz'altro onore al nostro Paese, potrebbero infatti a suo giudizio essere piu' opportunamente finanziate a carico di altri capitoli di bilancio. Ne' va dimenticato - prosegue - che, dei circa 83 miliardi residui, ai beni culturali ne sono destinati solo 51, atteso che 11 sono stati finalizzati ad interventi per calamita' naturali e 21 all'assistenza dei rifugiati. Nel condividere la scelta di destinare l'intero importo per l'assistenza ai rifugiati alla costituzione di un sistema nazionale integrato ed in rete, egli osserva poi che, per quanto riguarda gli interventi sui beni culturali, essi rispettano in linea generale l'opzione di fondo di operare su progetti di grande rilievo, con qualche piccola eccezione su cui si riserva di intervenire piu' avanti. Rileva infine che gli interventi sugli organi musicali storici, benche' senz'altro condivisibili nel merito, avrebbero probabilmente dovuto trovare piu' idonea collocazione nell'ambito del disegno di legge ad hoc, da tempo approvato dal Senato ed inspiegabilmente fermo presso la Camera dei deputati (A.S. n. 3553, ora A.C. n. 6269). Conclusivamente, dichiara di condividere in linea generale la ripartizione avanzata dal Governo e propone di conseguenza di esprimere un parere favorevole. Sottolinea tuttavia che, delle 910 domande pervenute, ne sono state accolte solo 85 e che quindi si impone la necessita' di ulteriori chiarimenti sui criteri adottati nella scelta degli interventi da finanziare.

Tale parere si trova anche a questo indirizzo: clicca qui che e' un allegato all'articolo del 15.4.2001 clicca qui
 
 
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