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Accendere il cervello: contro il nucleare e non solo
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Medicare? di Giuseppe Parisi
12 ottobre 2009 10:42
 
un passo avanti due indietro….
economia ed ambiente indissolubili….
 
Anche nei tempi piu' oscuri abbiamo il diritto di attenderci una qualche illuminazione. Ed e' molto probabile che essa ci giungera' non tanto da teorie o da concetti, quanto dalla luce incerta, vacillante e spesso fioca che alcuni uomini e donne, nel corso della loro vita e del loro lavoro, avranno acceso in ogni genere di circostanze, diffondendola sull'arco di tempo che fu loro concesso di trascorrere sulla terra.
(Hannah Arendt)
 
La nave dei veleni, e le responsabilita’, e’ ovvio che non siano di questo Governo, sono decenni che i nostri mari ed i nostri territori vengono usati come pattumiera per lo smaltimento di rifiuti tossici e radioattivi prodotti altrove. Cosi’ continua ad avvenire, in ogni Paese a democrazia incompiuta, povero e sottosviluppato.
Che l’Italia fosse nella lista di tali Paesi non ne avevamo dubbio.
Nello scorso numero di questa rubrica, avevamo segnalato la mancanza di una posizione di responsabilita’: l’incuria e l’incapacita’ organizzativa, tecnica e politica di questo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Si  mantiene un profilo basso su salvaguardia e vigilanza della salute dei cittadini e della collettivita’. Quando, ad esempio, in un Paese che si ritenga “normale”, in un vasto territorio come la Campania (e non solo) i casi di cancro iniziano a moltiplicarsi, la macchina organizzativa politica, tra enti locali e amministrazioni centrali, avrebbe l’obbligo di indagare utilizzando ogni mezzo, anche quelli sofisticati della autorita’ giudiziaria e di polizia. Ma l’Italia non e’ Paese normale, pertanto nei decenni passati e’ stata attraversata da pericolosi intrecci affaristici e mafioso-criminali e, a tutt’oggi, non ci sembra che le cose siano sostanzialmente cambiate… anzi…. .
Esistono urgenze e priorita’ che investono la nostra salute, quanto la nostra esistenza biologica.
Il Governo in carica, con una teatralita’ unica, si sforza di apparire il “buon Governo del fare”, ma le cose non stanno cosi’.
Pensiamo alla “gestione“ dei rifiuti radioattivi: ancora oggi non siamo riusciti a capire il da fare ed ad avere un piano lineare di smaltimento delle scorie che sono state prodotte in Italia quando ancora il nucleare era in attivita’.
Queste scorie, certamente non sicure, non si sa quanto bene sorvegliate, giacciono ancora sui nostri territori.
La scelta nucleare fu abbattuta da una consultazione referendaria popolare e, a nostro modo di credere, sarebbe battuta ancora se per questo governo fosse priorita’ l’equilibrio e la democrazia, fosse prioritario il diritto alla consultazione referendaria, soprattutto per tematiche che investono salute, esistenza, vita e morte nonche’ futuro della collettivita', di oggi e di domani... soprattutto se in questo Paese fosse normale il sistema di informazione radiotelevisiva e della carta stampata.
Si e’ a lungo potuto discernere, in diverse sedi, del non ritorno economico del nucleare. A tal fine, proprio le superpotenze economiche mondiali, cioe’ quelle che necessitano piu’ di ogni altra nazione di energia (Usa, Cina, Giappone e non solo) hanno posto come prioritario lo sviluppo delle fonti rinnovabili, considerando superate e non proficue le energie da fossili e da  nucleare.
In Italia, precisi calcoli di non economicita’ e virtuosismo del nucleare, rimangono sepolti da una patina di censura, tuttavia ravvivati da macroscopici interessi di precise oligarchie, nonche' da intrecci affaristico-politici.
A noi non ci occupa e preoccupa la singola spesa per il singolo cittadino, cioe’ il costo delle future centrali nucleari, ma gli impatti ambientali e sanitari che tali scelte comporterebbero.
E i fatti -di prima e di ora- ci danno ragione.
C’e’ di piu'. Grazie ad un pentito di 'ndrangheta siamo venuti a conoscenza di quello che da molti anni il Wwf andava denunciando invano e senza effetti.
Piu’ volte si era sospettato, attraverso anche strani episodi e coincidenze, che il nostro Paese fosse pattumiera per rifiuti tossici e radioattivi prodotti altrove.
Il problema, apparentemente complesso, ha banale spiegazione: il disinteresse politico quanto la connivenza affaristica, l’incuria, l’approssimazione, l’incapacita’ e la scarsa professionalita’ degli enti locali e delle amministrazioni centrali.
Siamo certi che l’impressionante e sconcertante realta’ delle scorie tossiche -o forse nucleari- nei mari della Calabria e non solo (la medesima notizia che ha trovato il 5% di spazio a confronto con altre stile Silvio-Papi od escort) e' una di quelle notizie “sfuggite” al controllo ed alla censura mediatica, una di quelle che il Governo ha fatto di tutto per nasconderla ad un'opinione pubblica gia’ tendenzialmente ostile al procacciamento di energia attraverso il nucleare.
Ed a distanza di un mese dalla notizia, il Governo si e’ mosso solo qualche giorno fa, ma non ci sono stati disegni di legge/Englaro concepiti in una notte.
Siamo alla follia di un intero Paese.
Follemente interessante e’ il dissesto idrogeologico di buona parte del territorio Italiano, in special modo a Sud.
La ciliegia sulla torta, un regalo del Governo: una netta riduzione dei fondi per il recupero delle aree a rischio.
A Messina tutti sapevano, tutti sapevano…. era gia’ accaduto, mancato per un soffio 2 anni fa, ma per magia folle tutto era fermo ad attendere il morto, quindi nessuno scoop giornalistico. In Italia ci vogliono i morti per discernere, solo discernere…. Parole e solo parole.
E mentre si chiacchierava una montagna e’ venuta giu’, dando inizio al balletto dello “scarica barile’.
Si dice che si “lavora per il bene degli Italiani”, e si intende costruire centrali nucleari quando invece non si conosce neanche la sorte delle scorie gia' prodotte in passato e di quelle che verranno; tempi biblici per indagare al largo delle coste calabre, si sottraggono i fondi diretti al recupero dei dissesti geologici sul territorio e presto, molto presto, avverranno nuove stragi e avremo nuove famiglie distrutte. Vengono impiegate risorse notevoli per creare un “ponte sullo stretto” (che e’ una “cattedrale nel deserto”) e le emergenze per la salute e la vita di ciascuno ed ognuno giacciono inermi nell’incuria o -peggio- vanno nella direzione opposta.
La gente non puo’ continuare ad essere trattata come un'oca.
Se e’ vero che i bilanci sono in rosso, crediamo che siano incredibili, folli, scelte politiche di questo tipo.
Rimane infine l’informazione, cosi' minata alla sua radice piu’ intima, anche se restiamo convinti che anche nei momenti piu’ bui esistono giornalisti coraggiosi, con “la schiena dritta”, che non smettono mai di fare il loro lavoro, quello di informare l’opinione ed i cittadini, di portare conoscenza. E per questo li ringraziamo.
Ci sono delle incurie, delle disattenzioni, fino al menefreghismo, che vanno ben oltre il buon senso: ad esempio, la bonifica del territorio dall’amianto, gia’ direttiva Ue ed in Italia ancora in embrione. Per metterci in riga con le norme comunitarie abbiamo tempo al massimo entro il 2015, prima di difficili e pesanti sanzioni che, come ogni volta, come nel passato, pagheremo di nuovo e solo noi cittadini.
E il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, non trova di meglio, davanti ai morti ed ai dispersi del nuovo disastro ambientale di Messina, che rilanciare il ponte sullo Stretto.
L’unica faccenda reale che e’ cambiata nel Paese e’ un pesante ritorno ad un “centralismo”, peggiore di quello di un tempo, oltremodo democraticamente pericolante.
Rimane tragica, sul tappeto, una vitale emergenza, quella della riconversione ecologica.
In parole piu’ semplici, le politiche economiche e ambientali non appartengono a due ambiti distinti.
Il capitalismo rampante ci ha nutrito di inganni facendoci credere che questi ambiti fossero lontani, due mondi diversi, mondi che non si appartenevano... era una autentica bugia.
C’e’ di piu’ e piu' urgente: le politiche e le scelte economiche di un Paese, non idonee, peggio, assurde come quelle del Governo attuale, generano disastri ambientali, spingono verso crolli finanziari e verso la poverta’.
Per rinfrescare la memoria dei piu’ distratti: nei Governi Berlusconi (e non solo), i condoni edilizi ci sono sempre stati.
Un passo avanti, due indietro.
E’ tempo di “accendere il cervello”, spento od anestetizzato dai continui “spot” che non incantano nemmeno i piu’ piccini.
E’ con il nostro cervello che dobbiamo capire, accendiamolo, non lasciamo l’interruttore in mano ad individui senza scrupoli.
 
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