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Medicine collaterali e i pruriti di coscienza di Silvio Garattini
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Medicare? di Giuseppe Parisi
3 luglio 2011 20:23
 
Eravamo quasi preoccupati, sembrava non arrivasse, poi d’incanto eccolo, giunge formidabile, con l’esattezza di una ciclicità matematica, arriva e il tormentone ad “uso esclusivo suddito popolo Italiano” (si legge nel bugiardino), ha il sinistro effetto collaterale, confonde, infligge la pena, chirurgica disinformazione in pieno stampo demenziale, ma Silvio Garattini, il direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, ha ragione?
Era lo scorso Aprile, quando il professore Garattini, in una trasmissione radiofonica, ci informava che quelli che si curano con le “medicine alternative” (che noi chiamiamo complementari), perdono tempo, perché esse sono inutili e anche pericolose. Il professore continuava che se esse fossero state integrate (lo e’ in tanti Paesi Europei) nel sistema sanitario, e nelle corsie ospedaliere, il passo più giusto sarebbe stato anche di integrare streghe, maghe e fattucchiere.
Venti anni fa, quando da medico ero immerso nello studio delle medicine alternative, omeopatia, agopuntura e fitoterapia, avevo sentito già queste stupefacenti quanto stuporose disinformazioni offerte all’ingenuità’ di un cittadino sempre più accerchiato e distratto e, d’un tratto, sembrava che il tempo, qui in Italia, non passasse mai, e che tutto cambiasse per nulla cambiare.
Proprio per questa informazione-spazzatura, spalmata nei giorni a seguire sulla carta stampata, trasmissioni televisive e radiofoniche, il sottoscritto, lungi dal patente “conflitto d’interesse”, non partecipava alle battute di caccia, dove la vera preda era il cittadino ignaro, dando per prioritarie altre informazioni, certamente molto e molto più utili che i pruriti di coscienza del professor Garattini.
In fondo, in quei giorni di Aprile si stava assistendo al copione stanco ed usurato del gioco delle 3 carte, dove ognuno recitava la propria parte, sparando a modo suo, disinteressandosi della collettività e lasciando tutto invariato.
A cosa serve?
Difatti, siamo ritornati nel torpore più profondo.
Scrivo questo per rispondere ad alcuni messaggi che mi hanno chiesto di partecipare contro lo scempio di quei giorni di Aprile. No, non serve, i giochetti con le tre carte lasciamoli fare ai professionisti che, in virtù dei loro incarichi prestigiosi, si eleggono a portatori delle verità assolute, in stile fondamentalista e integralista.
La scure di ferro del direttore dell’Istituto Mario Negri, quella volta, a differenza delle altre, si abbatteva più dura: non solo l’omeopatia (i figli del naturale che si curano con acqua pura), bensì anche l’agopuntura, anch’essa inutile e, quindi, mai a farla entrare nel sistema sanitario Italiano.
In una news dell’Istituto Mario Negri, in riferimento alle considerazioni sul sistema sanitario si legge: “… Per quanto riguarda l’agopuntura si tratta di un termine vago perché vi sono molte modalità attraverso cui esercitarla.Quale si vuole scegliere? Esiste una letteratura scientifica molto dubbia sull’efficacia dell’agopuntura. Su 32 revisioni sistematiche della Cochrane Library, venticinque di esse sono negative e altre non sono definitive, perché si tratta di studi spesso condotti su piccoli numeri di pazienti, di breve durata, di qualità modesta. Si facciano pure sperimentazioni, ma vengano fatte in modo adeguato e comunque vengano poi sottoposte al vaglio delle autorità regolatorie. Esiste una valutazione di questo tipo per l’agopuntura?“
Il professore Garattini prolunga l’agonia del “dialogo tra sordi”: sa che così facendo, l’unica cosa certa e’ -e vincerà- l’’immobilismo e il torpore. In fondo, il risultato che s’intende sortire e’ questo: impedire che le “medicine complementari”, giochino davvero un perfetto ruolo integrativo e complementare, modificando anche solo in parte il quadro di interventi ufficiali farmacologici e terapeutici .
Provate ad immaginare quali interessi ruotano intorno a questo punto.
Cosa dice il professore Garattini?
Rispolvera una storia antica, stanca ed usurata, cioe' che omeopatia e agopuntura non rispecchiano il quadro della metodologia dell’evidenza.
Cosa e’ la “evidence medicine”
Se andiamo su wikipedia, veniamo informati così: La “evidence” si fonda sul principio che, per assumere una giusta metodologia diagnostica, e terapeutica, si devono valutare i migliori risultati della ricerca disponibili in quel preciso momento di ricerca scientifica. In pratica ciò significa che ciò che interessa specificatamente la EBM non è semplicemente ciò che deriva dalla letteratura scientifica, bensì da Studi clinici (Clinica Trials) controllati e linee-guida di pratica clinica, dati quindi ottenuti mediante una valutazione critica degli studi esistenti.
Studi che sono raccolti da una associazione nata nel 1992, inglese, associazione di volontari che provvedono a raccogliere gli studi randomizzati e controllati, effettuando revisioni sistematiche nella propria area di competenza, gli studi sono raccolti qui.
L’esistenza medesima di questi lavori ha il preciso significato che la letteratura della scienza medica non ha alcun significato e valore senza continui lavori di ricerca e sperimentazioni; e’ solo nella pratica quotidiana, attraverso corsie ospedaliere e ricerca clinica e di laboratorio, che si può avere la prova della certezza di percorrere la direzione che poi, nel tempo, si potrà rilevare la meno errata.
Pensate quindi all’utilità’ del valore aggiunto che assume l’informatica come data base, e come strumento di continui scambi e aggiornamenti sul tappeto, tra i singoli Istituti e i singoli medici delle diverse discipline, attività che viene svolta culturalmente e di routine da sempre, dai medici Inglesi e Americani, diversamente dagli Italiani, incredibilmente vessati anche da una rete da terzo mondo.
E non e’ per caso che nei due Paesi le medicine complementari -omeopatia e agopuntura- giocano un ruolo prezioso di integrazione nel sistema sanitario, consolidato da tanti anni in Inghilterra, e in rapida ascesa negli Stati Uniti, tanto che diverse compagnie di assicurazione sanitaria pensano bene di integrarle con beneficio. Paesi a democrazia consolidata, dove i pruriti di coscienza sono trasformati in utilità per la collettività .
Il professore Garattini non si pone nemmeno il dubbio, sospettando che probabilmente e’ errata proprio la metodologia di indagine che si deve applicare all’omeopatia e all’agopuntura. In sostanza, ad esempio, e’ come voler guardare una fotografia con il microscopio, vedendo microbi sulla foto e non la profondità dello sfondo dell’immagine.
Sono proprio le società scientifiche, a tutela del bene collettivo (che e’ anche risparmio nella spesa pubblica e sanitaria) a dover sforzarsi di comprendere.
Capire del perché Omeopatia, Agopuntura e Fitoterapia (che i medici esperti in medicine integrative e complementari usano non attraverso l’azione dei principi attivi medicinali, bensì per le loro proprietà’ energetiche) funzionano davvero.
Ci spieghino perché funzionano proprio lì dove fallisce la medicina allopatica ufficiale.
Ci spieghino perché, contro l’effetto placebo, la loro azione e’ anche più incisiva sui bambini e sugli animali.
Spieghino alle autorità politiche di questo Paese perché altri Paesi -come Inghilterra, Stati Uniti, ma anche Francia, Svizzera,Svezia e tanti altri- non hanno i pruriti all’Italiana, sapendo che la prevenzione e la cura attraverso la medicina complementare gioca il ruolo preziosissimo quanto attuale di salvaguardia e prevenzione della salute collettiva e dei suoi costi, sempre in rapida ascesa.
Ce lo spieghi il professore Garattini, altrimenti noi cittadini rischieremo di sospettare che i suoi interventi sono di parte, e suonano come pruriti di coscienza.
 
 
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