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Lo Sciacquone a induzione inversa. Business & Ricerca. Iper-pulizia e iper-igiene nemiche pari a incuria e sporcizia
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Medicare? di Giuseppe Parisi
10 gennaio 2012 13:07
 
 Un team di ricercatori britannici, diretti da Mark Wilcox, microbiologo del Leeds Trachini Hospital NHS Trust ha fatto una “sensazionale” scoperta: ha appurato che e’ basilare chiudere il coperchio del water, dopo aver  compiuto l’atto fisiologico. Sembra uno scherzo. Al loro dire, tirando l’acqua dello “sciacquone”, si alzerebbe alta na “nuvola”  infetta di microrganismi, che potrebbe compromettere la salute della persona.
Che i microbiologi, dopo alcuni anni “alienanti”  a contatto con i microrganismi, finissero per avere allucinazioni, lo avevo sospettato. A tal dire, ricordo un mio vecchio professore di microbiologia. Lui vedeva dappertutto, infezioni micotiche, molto di moda, proprio in quel periodo, la fine degli anni ’70. Il professore non perdeva una lezione senza indicare il “male del secolo”: il microrganismo, soprattutto la “candida Albicans”, un “temibile opportunista”, sempre pronto a invadere non appena trovava il terreno fertile, soprapponendosi ad altra infezione, batterica ad esempio, perché quest’ultima aveva indebolito l’organismo.
Sembrava essere in un film tipo “guerre stellari”, in aula si respirava tale atmosfera.
La microbiologia e’ una materia del primo anno del corso di studi in medicina, si e’ appena diplomati; si e’ ancora ragazzi. Non e’ difficile intuire quanto effetto avessero tali parole sulle nostre menti giovani, inesperte, ingenue.
Tuttavia inesperte e ingenue lo sono anche le genti della strada.
La lettura della notizia dello sciacquone, veicolato inoltre attraverso i potenti mezzi d’informazione di massa, crea e distribuisce ansia e nuove credenze, atteggiamenti, comportamenti. L’articolo parla di “virus” che si alzerebbero nell’aria, fino ad un certo numero di cm in altezza, quindi investendo la persona, creando l’immaginario collettivo che il virus voli, e integrando il tutto in una situazione di pericolo per l'essere umano.
Il metodo e’ sempre lo stesso, ormai sperimentato con successo, da molti anni, da Big Pharma: prima si crea una nuova situazione, una nuova patologia, si modificano alcuni parametri, e poi si presenta il prodotto. Nel caso dello sciacquone pericolosissimo, la mia azienda (scusate la pubblicità, ma e’ progresso!), vi presenta lo “sciacquone a induzione inversa”. Si tratta di una meraviglia della tecnologia, funziona che mentre tirate l’acqua, un sistema di micro pompe, blocca e aspira, impedendo il deflusso di micro-particelle di acque verso l’esterno del water, bloccando i pericolosi batteri, i virus e il loro spargersi nell’ambiente circostante.
Meravigliosa tecnologia che vi salverà dalle infezioni.
E a proposito di virus che volano nell’aria....
Nessuno finora ha mai dimostrato che il virus vola essendo sospeso nell’aria. Se e’ per questo, il virus non e’ nemmeno un micro-organismo, nel senso della vita biologica, a differenza dei batteri. Nella malattia influenzale, quella che sta colpendo gli Italiani in questo preciso momento, il virus influenzale non vola, ma e’ inerte dentro particelle acquee microscopiche, secrezioni ad esempio.
Il dottor Mark Wilcox trova un compromesso intelligente per sostenere la sua ricerca-amenita’: la nube che si alza nell’aria, in fondo contiene particelle d’acqua dello sciacquone e, con esse, milioni di virus sospesi.
Tanti anni fa a Bangkok, i miei occhi ingenui di studente di medicina, osservarono l’impensabile: un gruppo di ragazzini tra i 7 e i 12 anni, stava lavandosi, immersi in un canale di liquami, e altri ci nuotavano dentro, giocando.
Oggi, molti di questi canali sono stati sostituiti da strade di cemento, ma qualche canale più periferico resiste: dovremmo accompagnare li' Mark Wilcox, l’autore dell’articolo dello sciacquone.
Come sempre la “strada” e’ “maestra di vita”.
Alcuni anni dopo, in altro viaggio sempre a Bangkok, seppi di un tedesco di Bonn che, vedendo i ragazzini che nuotavano tra i liquami, ne ebbe una tale invidia che volle dimostrare al gruppo dei suoi amici che lo imploravano di non farlo, che lui poteva egualmente. Il fatto ebbe un seguito: il signore finì dritto in un ospedale, din quelli di super-lusso, come ci sono da quelle parti. Testa da tedesco? No, semmai anticorpi da tedesco.
E’ l’ambiente ove viviamo che ci fornisce la resistenza anticorpale alla vita intorno, se così non fosse la civiltà sarebbe già scomparsa da un pezzo.
E l’iperpulizia, l’iperigiene, e’ nemica così come l’incuria e la sporcizia: sembra un paradosso.
Dagli anni ’70 fino a qualche anno fa, la strategia medica era quella di somministrare antibiotici, anche quando non servivano a nulla. C’era molta ingenuità tra i medici, e Big Pharma, “spingeva” su quel mercato da “zio Paperone”. Dalla metà degli anni ’60, fino agli anni ’90, la mole di antibiotici prescritti in Italia, é stata astronomica.
Oggi i medici con una formazione e una pratica diversa, decisamente molto prudenti, impiegherebbero cento anni per pareggiare quel numero di prescrizioni.
Eppure, molte famiglie, mamme e papà di oggi, ancora puntano i piedi facendo pressione sul pediatra giudizioso che sa di poter evitare l’antibiotico.
Attualmente i dati dell’OMS dicono chiaro: resistenza batterica. Questo significa che il batterio, che e’ un essere vivente, muta e, per sopravvivere, impara a resistere all’antibiotico, determinando una resistenza alla sostanza. E’ sufficiente osservare i dati forniti dall’Oms: ad ogni anno, le infezioni batteriche investono decine di centinaia di  persone, infezioni ospedaliere soprattutto, infezioni antibiotico-resistenti.
Il bollettino e’ da guerra.
La ciliegina sulla torta la fornisce Big Pharma, nessuna multinazionale del farmaco investe nella ricerca di nuovi antibiotici: non e’ redditizio, non e’ conveniente, il prezzo della ricerca e’ altissimo, una volta creato il farmaco-antibiotico la resistenza batterica al nuovo prodotto arriva veloce...
Un disastro nel disastro, che presto potrebbe portare a danni molto  seri.
Come difenderci?
Due importanti sistemi:
Non essere iper-protettivi nei confronti dell’igiene.
Essere razionali e non fobici:non e’ il microorganismo a procurare la malattia, bensì la predisposizione del nostro organismo verso il singolo agente microrganismo.
Per attivare una barriera verso i microrganismi, occorre seguire una sana alimentazione.
Noi siamo quello che mangiamo.
Abituate i vostri bambini, sin da più piccini, a preferire cibi non conservati o industriali, scartando il “cibo spazzatura”. Abituateli inoltre a cibarsi di cereali, legumi frutta e verdure, crude e cotte.
Se un Paese a tecnologia avanzata come gli Usa ha l’emergenza sanitaria per il numero di malati e di malattie cronico-degenerative, per obesità e cancro,un motivo pur ci sarà. E basterebbe vedere cosa e come gli Americani si cibano, cose da film dell’horror.
Molto meglio che i potenti mezzi d’informazione di massa, piuttosto che le notizie dello sciacquone, trovino lo spazio per informare i cittadini sulle tecniche di preparazione dei cibi, e del sano mangiare, avvisando inoltre, su come essi quotidianamente si cibano:conservanti di ogni genere, metalli presenti ovunque e che
inquinano ogni alimento, talvolta anche quelli prodotti per i più piccini, pesticidi e diserbanti, e veleni di ogni genere.
Tralasciamo i danni prodotti negli ultimi decenni dalle grandi industrie, che hanno distrutto interi equilibri naturali che hanno procurato sofferenza, malattie e morte.
C’e’ troppa ipocrisia, commista a tanta ignoranza.
Il mondo cambierà quando cambieremo noi esseri umani.
Il mondo cambierà quando prenderemo coscienza, anima e corpo, quando sapremo discriminare le cose che accadono intorno a noi, spesso davanti ai nostri occhi ingenui, che non conoscono, non si accorgono, non sanno vedere.

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