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I Bimbi e la Scienza. Ritorno al passato
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Medicare? di Giuseppe Parisi
16 agosto 2011 12:35
 
Una torta e’ buona a mangiarsi, ed e’ anche scienza.
La torta e’ la strutturazione avanzata di diversi componenti che madre natura offre quali elementi base.
La torta e’ fisica, e’ chimica, e’ scienza.
Vengono messi in contatto: acqua, farina, lievito, uova; e poi vengono poste ad un certo grado di calore.
Molto e’ stato, nel cammino dell’umanità’, scoperto per caso, poi provato e riprovato per tentativi diversi, come un chimico in laboratorio.
Così fu che si scopriva che, ad esempio, unire la carne con l’aglio non faceva imputridire la prima, non se ne conoscevano le ragioni, carenti, come si era, delle conoscenze scientifiche sulle spettacolari attività anti-batteriche dell’aglio, nonche' del mondo microscopico dei microrganismi.
Ricercare, scoprire, creare, sono stati da sempre comportamenti ed attitudini istintive della razza umana.
Un bimbo al quale avete regalato un giocattolo, poi lo smonta in mille parti.
E’ una prova.
E’ la prova della fervida intelligenza umana, del comportamento risoluto, della profonda necessità di noi uomini nel voler capire, conoscere, dominare, organizzare. Non rimproverate mai il bimbo che vi abbia smontato frettolosamente il giocattolo prima regalato, commettereste un disastroso errore. Viceversa, sedetevi accanto e fate come lui, fingete curiosità per i singoli pezzi del giocattolo e, se possibile, continuate nell’opera di suddividergli ancora, in più piccole sub-unità; dopo, finito, riorganizzateli e rimontate il tutto. Sarà una esperienza che il bambino non dimenticherà mai, indelebile. Ai bimbi va alimentata la fame di sapere e conoscenza. Non cedere mai alla stanchezza quando il bambino vi presenta mille perché. Il chiedere del bimbo e’ la prova della curiosità tipica delle menti brillanti. La brillante mente del bimbo si ferma davanti ai dogmi, non reagisce, non impara.
Cosa può trarre di positivo un bimbo di fronte ai dogmi della dottrina cattolica, della “fede” imposta per legge nell’ora di catechesi nelle scuole? Nulla, e’ un impoverimento.
Sono proprio i primi anni di vita del bimbo quelli più importanti, anni in cui il cervello in crescita, il temperamento più profondo, il carattere, le attitudini del bimbo vengono plasmate dalla famiglia e da tutta la società più vicina ad esso. Sono gli anni migliori nel quale il bimbo impara a scoprire se stesso, il mondo che lo circonda e gli altri. Il nostro compito e’ spiegare e aiutarlo, non certo con l’imposizione di dogmi assurdi e inutili, bensì facendo scienza.
Fare scienza con i bimbi che non hanno imparato a leggere e’ possibile. Si tratta di metodologia, i bimbi imparano velocemente e con grande curiosità, l’importante e’ che si faccia scienza offrendo la stessa come un gioco. Ecco che si potrebbe giocare a fare il ricercatore scienziato, creando abiti ad hoc, e un ambiente appropriato separato dagli altri, una stanza dello scienziato dove effettuare -giocando- i tanti esperimenti chimici e fisici, quelli che noi -genitori e adulti- manchiamo di osservare quotidianamente perché forse non li conosciamo.
Possiamo osservare ciò che comprendiamo, la non conoscenza, l’ignoranza e/o l’ignorare sono il preludio alle credenze e alle superstizioni.
In una intervista, l’astrofisica Margherita Hack, asseriva come le credenze e le superstizioni fossero basate sulla non-conoscenza scientifica.
Meno si conosce scientificamente più si e’ portati a “credere”, perché questo e’ più comodo e facile.
Anche il credere che l’universo, il mondo e l’uomo, siano opera di un “creatore”, e’ una risoluzione del tutto, veloce, facile e comoda.
Oggi la Chiesa Romana, seppur conservando uno strapotere senza limiti nel confondere, mistificare, imporre l’agenda, inquinando la vita politica, pubblica e privata di noi cittadini in speciale modo in Italia... pur non possedendo più il tribunale speciale della santa Inquisizione, dove “sbrigare” chi non si sforza di convincersi delle loro “sante tesi”, possiede ancora un potere occulto per certi versi molto poco conosciuto.
Non so quanti di noi abbiano notato (malgrado le magre vacche del momento storico di crisi Internazionale che stiamo attraversando) che nessun politico Italiano abbia messo in discussione l’enorme quantitativo di risorse finanziarie che ogni anno il Vaticano sottrae alle tasse dello Stato, quindi a tutti noi, risorse economiche su larga scala, già coraggiosamente ricercate e denunciate da giornalisti senza peli sulla bocca. Si tratta di quattro miliardi di euro evasi. Tuttavia, in Italia si evadono ogni anno 130 miliardi di euro, basterebbe risolvere tale problema per rendere l’Italia uno dei Paesi più ricchi al mondo, non sono state poche le indagini, mai ultimate, dove lo IOR, la banca Vaticana, sia stata un tramite per ripulire movimenti di capitali di dubbia provenienza.
Questo Paese e’ a “sovranità Vaticana”.
Se fate caso, qualsiasi vicenda giudiziaria che interessi un alto prelato viene misteriosamente a perdersi nel vuoto, come se qualcosa di magico accadesse, e di storie strane, di scheletri , il Vaticano ne possiede più di tutte le altre vicende sommate insieme.
Come vediamo il futuro dell’Italia?
Lo vediamo con un salto nel passato, con una Chiesa che dopo venti anni di ridicoli e tormentati governi di Silvio Berlusconi, ritorna protagonista e fortissimo sulla scena politica e pubblica di questo sfortunato Paese.
Presto potremo riosservare le scenette idilliache della domenica mattina, con le famiglie a festa, i bambini con l’abitino pulito della domenica a messa con mamma e papà, senza importarsi del perché e per che cosa.
 
 
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